Sabotaggio nel Mar Baltico: sommario dei risvolti diplomatici
Il Fatto
Tra il 17 e 18 novembre transita nel Mar Baltico una nave cargo della Ningbo Yipeng Shipping, carica di fertilizzante.
Guidata dalla Russia all’Egitto, secondo le fonti da un comandante russo, la nave spegnerà il segnalatore AIS nel tentativo di anonimizzare i movimenti successivi.
Nello stesso lasso di tempo in cui si registra la nave calare l’ancora sul fondale marino e, ormai solo tramite tracciamento satellitare, procedere a zigzag deviando la propria rotta, si registra un problema tecnico e due cavi sottomarini localizzati nel fondale marino sono ora fuori uso.
Prima il Bcs InterWest Interlink, una rotta che unisce la Lituania all’isola svedese di Gotland, quando la nave era ancora in acque svedesi, successivamente, 111 miglia più in là il C-Lion, che collega Helsinki al porto tedesco di Rostock lungo una distanza di 1.200 chilometri.
La curiosa coincidenza ha catturato l’attenzione di una corvetta della flotta marina danese, la quale dopo appena 13 minuti dall’incidente, che ormai l’intelligence occidentale reputa doloso, si è messa sulle tracce della nave in fuga; quest’ultima verrà fermata e lasciata nello stretto di Kattegat in attesa dell’ispezione ancora non concessa.
I Media sull’accaduto
Un giornalista della Sveriges Television svedese è riuscito a contattare, via radio, il capitano della nave, chiedendo di pronunciarsi in merito all’accaduto per fornire una spiegazione. Ha successivamente chiesto anche quanto tempo la nave starà in stato di fermo.
Ad ambo le questioni Il capitano ha risposto:”Non lo so”.
Risvolti internazionali
A seguito delle indagini che hanno visto unita tuttora la polizia svedese e finlandese, e le accuse di sabotaggio della Germania, non si sono fatte attendere le risposte della controparte.
Pare che il Cremlino se ne lavi le mani: dichiara le accuse infondate e ingiustificate, ricordando come già è stato accusato in passato per l’attentato al gasdotto Nord Stream.
Pechino pare non abbia nulla da nascondere, a livello formale si limita a negarsi come matrice dell’incidente e obbliga la compagnia Ningbo Yipeng Shipping a collaborare.
Un portavoce della compagnia si è espresso in maniera piuttosto secca al Financial Times:“Il governo ha chiesto alla compagnia di cooperare con l’indagine”.
Il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, ha fatto aprire un indagine dalla procura in quanto l’incidente è avvenuto in area marittima svedese ed è cauto nel puntare il dito, a differenza del restante del blocco europeo.




