“The Neon Demon”: la Bellezza salverà il mondo?

“The Neon Demon”: la Bellezza salverà il mondo?
The Neon Demon

L’ultima pellicola del regista danese Nicolas Winding Refn, presentata in concorso durante la 69a edizione del festival di Cannes (qui la recensione del film a Cannes scritta da Giulia Carla De Carlo), è una di quelle opere che non lascia scampo né vie di fuga: di fronte ad un film del genere non si può rimanere semplicemente indifferenti, non si può far finta di aver visto un film qualsiasi; o lo si ama, o lo si odia. E dopo essere usciti dalla sala, si ha come la sensazione che i precedenti film di Refn siano stati una sorta di preparazione e graduale avvicinamento a “The Neon Demon”.

Neon Demon
The Neon Demon

Il film è costruito intorno al tema della bellezza, a partire dall’affermazione che essa non è una virtù qualsiasi: c’è chi la considera solo un aspetto superficiale di una persona o di un qualcosa, chi invece passa un’intera vita nel ricercarne il significato e l’essenza. Sulla bellezza tutti hanno una propria opinione, tutti possono discuterne e dire la propria: e questo è un aspetto fondamentale del film, perché già da questo riusciamo a capire come l’intento del regista fosse quello di cercare di coinvolgere diverse tipologie di spettatori, portarli allo stesso livello e metterli davanti ad un problema su cui dibattere. Il fatto è che la bellezza ritratta in “the Neon Demon” è una bellezza esasperata, ritratta nel suo massimo splendore, ma allo stesso tempo nel suo massimo decadimento. Quando questa virtù diventa il punto centrale dell’esistenza, il fine ultimo a cui tendere, le altre virtù insite nell’animo umano si fanno da parte. La bellezza è una virtù carnivora, che cannibalizza e fagocita le altre caratteristiche dello spirito, e trasforma l’essere umano appunto nel Demone al Neon, un’entità mitologica senza scrupoli né coscienza alcuna, il quale unico scopo è quello di restare bella e splendente. E questa entità, come afferma lo stesso Refn, è raffigurata nel triangolo al Neon che vediamo non solo nella locandina del film, ma ripetutamente in diverse scene, una forma perfetta nello stile e nella costruzione, che accoglie in sé altri quattro triangoli, uno per ogni protagonista del film. E sono proprio le quattro ragazze il fulcro centrale della narrazione: attorno alla loro bellezza, infatti, gravitano i personaggi maschili, semplici messaggeri di come l’universo maschile percepisce e interiorizza la bellezza femminile. C’è Dean, il fidanzato della protagonista Jesse, che rappresenta la concezione comunemente accettata e condivisa della bellezza, cioè che conti di più quella interiore rispetto a quella esteriore, ma inevitabilmente il suo personaggio si riscopre finto ed ipocrita. C’è l’esperto e misterioso fotografo, che rappresenta il controllo e la manipolazione della bellezza, ma che invece sta solo facendo accrescere la “macchina” della moda, quella che sfrutta e usa a proprio piacimento le ragazze, per poi gettarle via quando non ne ha più bisogno. C’è poi il proprietario del motel, una sorta di “predatore sessuale”, l’uomo che piega e spezza sotto le sue mani crudeli la bellezza quando è ancora virtù intatta, e rappresenta la paura della penetrazione. Ed infine c’è lo stilista, il quale afferma che la bellezza è l’unica cosa che conta, e rappresenta per l’appunto l’ossessione maniacale per essa.

In tutto questo, dunque, rimane fondamentale il ruolo femminile, soprattutto della protagonista Jesse, la stupenda e bravissima Elle Fanning, che con la sua bellezza delicata, pura e verginale catalizza l’attenzione nonché l’invidia di tutti. Il fatto che il personaggio principale del film sia una ragazza è un aspetto del tutto innovativo e inaspettato nella filmografia di Refn: ricollegandoci con quanto detto all’inizio, possiamo affermare che i film del regista danese presentati nelle precedenti edizioni del festival di Cannes facciano parte di una sorta di “trilogia”.

Neon Demon
The Neon Demon

In “Drive” quello che è stato portato sullo schermo era la storia distorta di un supereroe, nel film si raggiungeva un livello massimo di mascolinità incontaminata, spingendolo ossessivamente fino al limite estremo, quasi all’omoerotismo. Con “Solo Dio Perdona”, invece, la violenza presente in tutta la narrazione era finalizzata ad un tentativo estremo di purificazione, per raggiungere il fine ultimo di ricongiungersi al grembo materno, come visivamente raffigurava la scena in cui Ryan Gosling inserisce la mano proprio nel ventre della madre, ferita mortalmente in quel preciso punto. “The Neon Demon” comincia proprio da questo istante: grazie allo strisciare indietro nel grembo, l’uomo può adesso assumere una nuova forma, e rinascere come una ragazza di 16 anni, perché questa è una condizione che lo stesso Refn afferma essere propria di qualsiasi uomo. Tutti hanno al proprio interno una giovane e bella teenager, e grazie a questo film il regista è riuscito ad esprimere la propria, facendola agire in un mondo ossessivo e violento, quello da sempre raffigurato nei suoi film.

Ultimo aspetto fondamentale del film è la colonna sonora curata dall’amico Cliff Martinez, giunto ormai alla terza collaborazione con Winding Refn. La musica è un elemento fondamentale di “The Neon Demon”, in quanto aiuta le scene, viene spinta all’interno del riflettore arrivando a far vibrare l’aria. Ogni canzone genera una reazione chimica con i vari neon disseminati nel film, creando per ogni scena la giusta atmosfera in cui immergersi, non lasciando respiro né alla narrazione, né allo spettatore, coinvolto emotivamente e sensorialmente nel film. Non solo: dove non arrivano le luci ad illuminare la scena, ci arriva la musica, grazie al fatto che rende l’aria densa e vibrante allo stesso tempo, estensione stessa delle azioni dei protagonisti.

In conclusione, “The Neon Demon” è un film che va visto assolutamente, anche se non apprezzate il regista o la sua visione del cinema. È un’esperienza totalizzante, che contiene al suo interno tanti generi cinematografici, e soprattutto tante possibili interpretazioni. Visivamente impressionante, intrattenimento puro, vi lascerà sbalorditi, qualunque sia l’idea che vi sarete fatti alla fine della proiezione.

THE NEON DEMON

REGIA: Nicolas Winding Refn

SOGGETTO: Nicolas Winding Refn

SCENEGGIATURA: Nicolas Winding Refn, Mary Laws, Polly Stenham

DURATA: 117’

ANNO: 2016

PAESE: Francia, USA, Danimarca

PRODUTTORE: Lene Børglum

CASA DI PRODUZIONE: Gaumont, Wild Bunch, Space Rocket Nation, Vendian Entertainment, Bold Films

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Koch Media, Italian International Film, Midnight Factory, Fulvio e Federica Lucisano

FOTOGRAFIA: Natasha Braier

MONTAGGIO: Matthew Newman

MUSICHE: Cliff Martinez

DATA DI USCITA: 8 Giugno 2016

CAST: Elle Fanning, Karl Glusman, Jena Malone, Bella Heathcote, Abbey Lee, Christina Hendricks, Keanu Reeves

VOTO: 9

TRAILER:

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