I veri Forever Young

I veri Forever Young
Forever Young

“Forever Young, I want to be forever young. Do you really want to live forever? Forever, and ever” cantano gli Alphaville nel 1984. Oggi Fausto Brizzi prende in prestito “Forever Young” per battezzare il suo nuovo film. Titolo azzeccatissimo che fa capire immediatamente che si parla di una generazione di giovani degli anni ’70 e ’80 inserita nel presente, e non più così young.

“Lo avrei intitolato GIOVANI CONTRO FINTI GIOVANI se il contro non l’avessi già usato in altri film” [MASCHI CONTRO FEMMINE e FEMMINE CONTRO MASCHI, cit.] ammette il regista della nuova pellicola prodotta da Wildside e Medusa Film.

La gioventù ha un potere, insito in sé. Purtroppo quando ci si sta dentro si ha difficoltà a comprenderlo, ma chi ha ormai perso quel potere guarda i ragazzi con una sorta di malinconia dei tempi che furono. E allora uomini e donne fanno di tutto per bere l’elisir della giovinezza e diventano affetti dalla sindrome di Peter Pan.

Non si possono però tenere i ritmi fisici e correre maratone come fa Franco (Teo Teocoli), perché dopo i 60 anni il cuore non regge lo sforzo; non si riesce più a fare le sei del mattino con la propria ragazza ventenne che ti porta passionalmente a letto per iniziare una mattinata di sesso sfrenato come capita a Giorgio (Fabrizio Bentivoglio) che si fa scudo dei bisognini del cane per poter evitare la situazione; non piace avere un ragazzo trent’anni più giovane come succede ad Angela (Sabrina Ferilli) perché non c’è niente che li accomuna; non si può pretendere di avere lo stile anni ’80 in radio per richiamare le folle giovanili come fa Diego Dj (Lillo) perché il pubblico diventa esclusivamente di mamme e nonne.

Questo è il quadro generale di Forever Young, cinquantenni e sessantenni che si comportano come ragazzini o che stanno con giovanissimi/e, che si vestono come ventenni e che cercano ostinatamente di non far parte della generazione a cui appartengono.

“E’ il film più cattivo che abbia fatto” ammette Fausto Brizzi. Forse perché non c’è catarsi finale per lo spettatore, forse perché i finti giovani non capiscono che ogni età ha la sua bellezza oppure perché alcuni protagonisti sembrano patetici e pur sapendolo continuano ad esserlo.

Alla domanda “Quanto incide il potere, la ricchezza o il ceto sociale sull’essere un Forever Young?”, il regista risponde “Poco. Certo, per i politici per esempio è più semplice fare il giovane, ma ormai la tendenza va in quella direzione e anche la gente che fa lavori comuni o che non vive nell’oro tende a fare lo young.”

La pellicola però segue le vicende di un avvocato, di un editore radiofonico, di un dj famoso e anche se è vero che c’è un’estetista, non sembra certo una persona che abbia problemi economici. Quello che si evince è uno spaccato di un’Italia che sta bene e anche se c’è chi si licenzia (come fa Diego Dj perché crede ancora di essere al top), il problema diventa quello di avere l’orgoglio ferito. Nessuno si trova sul lastrico. Probabilmente i benestanti hanno realmente il problema di non essere più giovani, il loro status symbol obbliga loro ad apparire belli, in gamba e pieni di gnocche che gli ronzano intorno. Purtroppo la realtà, quella che davvero si vede nelle strade, è ben lontana da questi parametri. La maggior parte delle persone fatica ad arrivare a fine mese, viene costretta a chiudere dallo Stato i propri negozi o le proprie aziende, guarda il futuro sapendo che non avrà nemmeno la pensione. E’ precaria, è distrutta, e l’età non è certo uno dei suoi problemi.

Il film, quindi, si ispira e parla a gente che sta bene. Partendo da questo assunto, allora, anche chi non è miliardario, ma arriva tranquillamente a fine mese, è quasi costretto, dall’opinione comune, ad apparire più giovane possibile, altrimenti viene giudicato male.

Analizziamo in profondità una scena emblema di ciò che realmente spinge le persone ad essere young. Dialogo tra Giorgio e Diego Dj, quando il primo confessa di tradire Marika (Pilar Fogliati), di venti anni, con una donna più matura, sua coetanea, Stefania (Lorenza Indovina). Nel mostrare la foto a Diego, questi grida “Ma è una vecchia” e Giorgio si giustifica “Quando io facevo il quinto, lei faceva il terzo. Vuoi dirmi che non ci hai mai provato con una del terzo?”. In questo passaggio si vede un uomo di cinquant’anni che vorrebbe avere una storia normale con una donna che lo capisce, che ha i suoi stessi gusti musicali, i suoi stessi valori, i suoi stessi ricordi generazionali e anche la stessa passione sessuale. Diego Dj, esponente della radio, che in quel momento rappresenta i media, punta il dito sulle donne mature, si meraviglia e giudica un uomo che preferisce una persona adulta a una “figa di venti anni”. Forse allora tutto questo rimanere giovani è una questione di etichetta? Del giudizio degli altri? Veramente siamo arrivati ad essere così manipolati dalle radio, dalla televisione, dai giornali e soprattutto dalle pubblicità da non essere più in grado di ragionare e capire? Quello che si evince è proprio questo. Agiamo in un certo modo perché ci impongono di agire così.

Un altro punto sostanziale è la differenza tra uomo e donna. E la vittoria va al gentil sesso. Angela (Sabrina Ferilli), anche se ha una storia con un ragazzo molto più giovane, Luca (Emanuel Caserio), nel momento in cui la relazione diventa più importante capisce che non ci potrà mai essere un futuro tra loro: non potranno mai avere figli insieme, hanno divergenze sulla visione della vita, sugli obiettivi e sul loro stesso rapporto; Sonia (Luisa Ranieri), la più scatenata delle “forever young”, tra l’altro madre di Luca, comprende che nonostante fare le sei del mattino in discoteca ogni week end e portarsi a casa un toy boy diverso ogni settimana sia molto divertente, suo figlio ha la priorità, tutto il resto deve andare in secondo piano; Stefania (Lorenza Indovina) non è mai stata una Peter Pan, vive la sua età come deve, al meglio, ma proprio per questo è splendida, di un fascino che tutte le ragazze di venti anni si sognano, di una dolcezza e di una femminilità che fa impazzire gli uomini, quelli che pensano però, quelli capaci di conquistare una donna così, perché non è da tutti avere il coraggio e la forza di avere una vera donna al proprio fianco.

Purtroppo chi perde, invece, sono proprio i giovani. Il loro punto di vista è sfocato, non è preso nemmeno in considerazione ma si intuisce che il loro mischiarsi con la gente matura, soprattutto sessualmente, è dovuto a traumi adolescenziali o infantili più che a volontà d’amore. Sia Marika che Luca hanno problemi con i loro genitori, e infatti entrambi vanno a vivere con un surrogato del padre o della madre che chiamano fidanzato e amore, ma non è altro che un grido dolce e disperato al tempo stesso da parte di anime fragili di essere abbracciati dai loro genitori.

La soluzione a tutto, come afferma anche lo stesso Brizzi, è la famiglia. L’amore che si può trovare solo nel nucleo familiare come succede a Franco con sua figlia Marta (Claudia Zanella) e il marito Lorenzo (Stefano Fresi). Oggi si tende a lasciare i valori familiari per qualcosa di più futile, forse è il caso di ridimensionare le priorità.

In questo film, in pratica, si vedono gli eccessi di un voler rimanere giovane a tutti i costi (mi meraviglia che non ci sia una storia di qualche donna o uomo di oltre settant’anni che va dal chirurgo plastico per sembrare una fanciulla o fanciullo, come ormai è prassi). Ma (c’è un grande MA) non dobbiamo confondere l’energia e la voglia di fare con la giovinezza stentata. C’è chi veramente ama andare a ballare, c’è chi vuole correre tutti i giorni, c’è chi vuole andare ai concerti rock. E’ giusto fare tutto ciò che si ama, a prescindere dall’età. Nel mondo purtroppo ci sono troppi giovani senza fantasia o obiettivi che sono più preoccupanti di chi vuole essere Forever Young.

Chi brilla di energia, non si ferma a oziare, fa e crea non ha bisogno di ostentare la giovinezza, è molto più interessante di coloro che stanno davanti alla tv a cambiare canale oppure che non hanno idee. Non c’è bisogno di pavoneggiarsi per dimostrare qualcosa agli altri. I veri giovani sono coloro che hanno la voglia di vivere, la passione di creare, l’energia di cambiare le cose e questo è a prescindere dall’età.

FOREVER YOUNG al cinema dal 10 marzo 2016

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