Romina Power a Belve: la genitorialità vissuta tra il ruolo di figlia e quello di madre
Nell’ultima puntata di Belve emerge un filo conduttore che lega i tre ospiti: la genitorialità, raccontata tra fragilità, dolore e legami profondi. Sal Da Vinci si sofferma sul rapporto con il padre Mario Da Vinci, figura centrale nella sua crescita artistica e personale. Elena Santarelli, invece, condivide uno dei momenti più difficili della sua vita, legato alla malattia del figlio e al percorso affrontato dalla famiglia. Quella più toccante è forse la testimonianza di Romina Power, che ripercorre la propria storia sia come figlia sia come madre, affronta la prospettiva di una figlia che ha vissuto l’assenza genitoriale e quella di una madre nell’affrontare la scomparsa di una figlia.
Un’infanzia segnata dalle assenze
Figlia di due celebri attori hollywoodiani, Tyrone Power e Linda Christian, Romina Power racconta un’infanzia vissuta all’ombra della notorietà dei genitori. Una fama che, però, ha avuto un prezzo: la loro costante assenza. Come sottolinea la conduttrice Francesca Fagnani, si trattò di una scelta in cui la carriera prevalse sulla famiglia.
La perdita del padre, avvenuta quando Romina aveva solo sette anni, ha lasciato un segno profondo. Di lui conserva pochi ricordi, spesso legati ai sogni. Nell’intervista, immagina come sarebbe stata la sua vita se fosse rimasto accanto a lei più a lungo: “non avrebbe mai accettato che io iniziassi a lavorare a 13 anni, mi avrebbe sicuramente fatto finire le scuole e mandato all’università”. Una presenza che, ammette, ipotizza le avrebbe dato maggiore protezione durante la sua vita.

Romina Power con suo padre Tyrone Power.
Foto: @rominaspower via Instagram
Un rapporto turbolento con la madre
Ancora più complesso il legame con la madre, descritto come distante e privo di reale presenza affettiva. Tuttavia Power ammette di non averne sofferto molto: “una cosa che non conosci non ti può mancare” spiegando come quell’assenza sia diventata quasi una normalità. Nonostante i tentativi di comunicare attraverso lettere e disegni, non ricevette mai risposta.
Col tempo, però, il rancore lascia spazio alla comprensione. Romina riconosce le difficoltà della madre e arriva a giustificarne le scelte. Aggiunge di essere però grata a quelle inconvenienze, perché l’assenza della figura genitoriale e la libertà forzata da bambina le ha permesso di conoscersi più a fondo.

A sinistra l’attrice Linda Christian con sua figlia Romina Power.
Foto: @rominaspower via Instagram
Negli ultimi anni di vita della madre Linda Christian, il rapporto tra le due cambia profondamente. Madre e figlia si riavvicinano, recuperando parte del tempo perduto. Durante l’intervista, la cantante Power ammette alla conduttrice: “io ero la mamma per lei e le piaceva questo, voleva essere accudita solo da me.” I ruoli si ribaltano: Romina diventa una figura di accudimento per la madre, che sembra trovare conforto proprio in questa nuova dinamica.
Il dolore e la speranza per Ylenia
Il racconto si fa ancora più intenso quando si affronta la scomparsa della figlia Ylenia Carrisi, primogenita avuta con Al Bano. Dal 1993, anno della sua sparizione a New Orleans, Romina Power non ha mai smesso di sperare in un ritrovamento.
Non si è mai riconosciuta nelle ricostruzioni ufficiali e continua a credere che dietro la scomparsa ci sia qualcosa di diverso. Tra le ipotesi in cui crede maggiormente c’è quella di un rapimento dopo essere stata drogata da qualcuno. A sostenerla, oltre all’intuito, ci sono anche sogni e sensazioni che alimentano la convinzione che la figlia sia ancora viva. Power racconta anche di “aver parlato con persone con poteri soprannaturali che mi dicono che [Ylenia] è sulla terra”. Una speranza che resta incrollabile, nonostante il passare del tempo.

Da sinistra: Ylenia Carrisi, Romina Power e Al Bano.
Foto: United Archives//Getty Images
In merito alla triste vicenda, la cantante riflette sull’impatto devastante che la scomparsa di Ylenia ha avuto sul rapporto con Al Bano. In quel momento di dolore, Romina ammette di non essersi sentita sostenuta come avrebbe avuto bisogno. Una distanza emotiva che, col tempo, ha contribuito a incrinare profondamente il loro legame, fino alla rottura.
Un racconto intimo e doloroso, quello di Romina Power, che attraversa tre ruoli – figlia, madre e donna – mostrando quanto la genitorialità possa segnare, nel bene e nel male, il corso di un’intera vita.




