Saipem, l’EBITDA semestrale cresce ma nel secondo trimestre arretra: la cassa regge alla revisione della guidance
Il primo semestre di Saipem prevede due letture, entrambe corrette ma non equivalenti. Su base semestrale il gruppo migliora ricavi e redditività: il fatturato sale dell’1,9% a 7,345 miliardi di euro e l’EBITDA adjusted cresce del 9,4% a 836 milioni, portando il margine dal 10,6% all’11,4%. Nel solo secondo trimestre, però, la dinamica cambia: i ricavi avanzano del 3,4% a 3,817 miliardi, mentre l’EBITDA adjusted scende da 413 a 402 milioni, il risultato operativo adjusted arretra del 20,3% e l’utile adjusted del 15,9%.
La contraddizione non è contabile. È temporale. Il dato semestrale beneficia di un primo trimestre particolarmente forte, con 434 milioni di EBITDA adjusted, mentre tra aprile e giugno il margine adjusted si riduce dall’11,2% circa del secondo trimestre 2025 al 10,5%. La società attribuisce la pressione a circa 70 milioni di costi logistici, operativi e di sicurezza aggiuntivi connessi al conflitto in Medio Oriente. Il punto rilevante è che tali oneri non sono soltanto retrospettivi: la guidance aggiornata incorpora anche una stima di costi aggiuntivi per la seconda parte dell’anno.
Per questo Saipem ha ridotto l’obiettivo 2026 di EBITDA adjusted da circa 1,9 a circa 1,75 miliardi di euro, lasciando invariati i ricavi attesi a 15,5 miliardi. La revisione è pari a 150 milioni, cioè il 7,9% dell’obiettivo originario. A metà esercizio il gruppo ha già realizzato il 47,8% del nuovo target di EBITDA e il 47,4% dei ricavi annuali previsti. Il raggiungimento della guidance richiede quindi, nel secondo semestre, circa 914 milioni di EBITDA adjusted, contro gli 836 milioni prodotti nei primi sei mesi: un incremento di circa il 9,3% rispetto alla prima metà dell’anno.
Qui emerge il numero più interessante. Nonostante la riduzione della guidance operativa, Saipem conferma un cash flow operativo di circa 1 miliardo e un free cash flow di 600 milioni, al netto dei canoni di locazione. Nel semestre, il free cash flow è stato pari a 693 milioni, prima dei dividendi, in calo del 9,5% rispetto ai 766 milioni dell’anno precedente, ma sufficiente a migliorare la posizione finanziaria netta anche dopo il pagamento di 330 milioni agli azionisti. La posizione pre-IFRS 16 resta positiva per 1,078 miliardi; includendo 1,187 miliardi di passività per leasing, il gruppo registra invece un debito netto di 109 milioni.
La tenuta della cassa è quindi il controcaso favorevole alla flessione del margine trimestrale. Saipem sostiene che la migliore qualità dei contratti, le condizioni commerciali e l’ottimizzazione del capitale circolante compensano gli extracosti mediorientali. Il portafoglio ordini rimane elevato, pari a 29,861 miliardi, e i nuovi contratti crescono del 33,4% a 5,737 miliardi; nel solo secondo trimestre gli ordini quasi raddoppiano a 4,068 miliardi. Tuttavia, il backlog è inferiore ai 31,469 miliardi di fine 2025: la crescita degli ordini non ha ancora impedito una riduzione del portafoglio complessivo, coerente con l’avanzamento dei lavori.
Il giudizio corretto, quindi, non è che la crescita di Saipem si sia interrotta. I numeri semestrali mostrano un miglioramento reale e una struttura finanziaria più solida. La red flag editoriale riguarda un passaggio più circoscritto: la redditività del secondo trimestre ha perso slancio proprio mentre il gruppo ha ridotto l’obiettivo annuale di EBITDA. La conferma del free cash flow diventa, perciò, il test centrale del secondo semestre. Se la conversione di cassa resterà vicina alle attese nonostante margini più bassi, la revisione apparirà gestibile. Se invece gli extracosti inizieranno ad assorbire anche capitale circolante e liquidità, la distanza tra la crescita dei ricavi e la creazione di valore diventerà più reale.
FONTI E CALCOLI
Fonti essenziali: Saipem, “Risultati del primo semestre 2026”, comunicato price-sensitive del 27 luglio 2026; Saipem, “Risultati preconsuntivi del quarto trimestre e dell’esercizio 2025”, 24 febbraio 2026. Calcoli originali: riduzione guidance EBITDA = 150/1.900 = 7,9%; EBITDA H1 sul nuovo target = 836/1.750 = 47,8%; EBITDA richiesto nel secondo semestre = 1.750 − 836 = 914 milioni; incremento rispetto al primo semestre = 914/836 − 1 = 9,3%.
NOTA EDITORIALE
David Marini dichiara, alla data di pubblicazione, di non detenere azioni o altri titoli quotati emessi da Saipem, di non avere posizioni economiche sul titolo analizzato e di non aver ricevuto compensi dalla società per il presente articolo. L’autore non svolge attività promozionali o pubblicitarie per Saipem. Il contenuto è esclusivamente giornalistico e informativo e non costituisce consulenza personalizzata, raccomandazione, offerta o sollecitazione all’investimento. La dicitura “red flag editoriale” identifica una criticità analitica e non costituisce accertamento di illecito, certificazione di non conformità né indicazione operativa sul titolo.
Articolo a cura di David Marini — Analista Fondamentale e di Prodotto




