Italgas, il calo delle emissioni è su base comparabile: il nuovo perimetro cambia la lettura
Italgas ha comunicato, per il primo semestre, una riduzione del 6,6% delle emissioni Scope 1 e 2 market-based e del 14,4% dei consumi energetici. I due dati indicano un miglioramento operativo, ma vanno letti insieme alle note sul perimetro. Le percentuali si riferiscono infatti alla distribuzione del gas su base comparabile e non coincidono con quelle dell’intero gruppo dopo l’integrazione di 2i Rete Gas e l’espansione nel servizio idrico.
Per le emissioni, il valore di riferimento di confronto è pari a 71,2 mila tonnellate di CO₂ equivalente. Lo stesso comunicato aggiunge 21,6 mila tonnellate riconducibili al servizio idrico e 53,9 mila tonnellate dell’ex perimetro 2i Rete Gas, portando il totale comunicato a 146,7 mila tonnellate. Il perimetro su cui si calcola il calo del 6,6% rappresenta quindi il 48,5% del totale consolidato indicato nel documento.
La differenza è ancora più ampia nei consumi energetici. Il dato comparabile della distribuzione del gas è pari a 206,3 terajoule, in diminuzione del 14,4%. Sommando 184,2 terajoule del servizio idrico e 146,5 terajoule dell’ex 2i Rete Gas, il consumo complessivo comunicato raggiunge 330,7terajoule. La base evidenziata nel confronto rappresenta il 38,4% del totale.

Composizione percentuale dei valori comunicati rispetto al totale. Il perimetro comparabile è solo una parte del gruppo consolidato.
Questi numeri non dimostrano che Italgas abbia violato un parametro ESG, né che la riduzione dichiarata sia falsa. Il confronto like for like è una tecnica corretta: serve a misurare l’evoluzione delle attività già presenti nel perimetro storico, neutralizzando l’effetto delle acquisizioni. Il limite nasce quando una percentuale relativa a quel perimetro viene letta come se descrivesse automaticamente l’intero gruppo.
L’acquisizione di 2i Rete Gas è trasformativa e rende più difficile il confronto anno su anno. In una fase di espansione, l’impatto ambientale può migliorare in termini di efficienza e, contemporaneamente, aumentare in valore assoluto. Le due grandezze rispondono a domande diverse: l’intensità misura quanto il gruppo consuma o emette per unità di attività; il valore assoluto misura l’impatto complessivo del perimetro consolidato.
La distinzione è rilevante anche per l’allocazione del capitale. Nel semestre gli investimenti hanno raggiunto 765,2 milioni di euro, pari a un incremento del 54,6% rispetto all’anno precedente. Per valutare la coerenza tra crescita e sostenibilità servono pertanto serie pro forma omogenee, nelle quali 2025 e 2026 includano le stesse attività, oltre alla separazione tra emissioni assolute, intensità emissiva e quota di investimenti allineata alla Tassonomia europea.
Il punto critico non è dunque il -6,6% in sé. È il perimetro entro il quale quel dato può essere correttamente esteso. Italgas ha indicato le componenti aggiuntive nelle note, consentendo di ricostruire il totale; resta però al lettore l’onere di distinguere il miglioramento della base comparabile dall’andamento dell’intero gruppo. Nell’informazione ESG, perimetro e baseline devono avere la stessa evidenza della percentuale presentata in apertura.
RED FLAG EDITORIALE — Comparabilità del perimetro. La riduzione percentuale si riferisce a una base omogenea e non può essere estesa automaticamente all’intero gruppo. La segnalazione identifica un rischio di lettura del dato; non equivale a una contestazione di greenwashing, di falsità o di non conformità normativa.
Fonti documentali
Italgas, comunicato price-sensitive “Risultati consolidati al 30 giugno 2026”, diffuso il 27 luglio 2026, p. 1 e pp. 13–16; eMarket STORAGE, informazione regolamentata diffusa il 27 luglio 2026. Le quote del 48,5% e del 38,4% sono calcoli aritmetici originali effettuati sui valori riportati nel comunicato.
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Articolo a cura di di David Marini – Analista Fondamentale e di Prodotto




