Furore al Piccolo Teatro: appello vibrante alla solidarietà

Furore al Piccolo Teatro: appello vibrante alla solidarietà
Piccolo Teatro: Furore Foto Federico Mozzano

Al Piccolo Teatro Strehler di Milano, dall’8 al 20 giugno 2021, Massimo Popolizio, nell’adattamento di Emanuele Trevi, racconta Furore, romanzo di John Steinbeck.

Il libro, scritto in soli 100 giorni, nasce da un’inchiesta condotta dallo scrittore per conto del San Francisco News nell’estate del 1936, sulle condizioni di vita dei mezzadri dell’Oklahoma e dell’Arkansas costretti a lasciare le loro terre per raggiungere la California.

Steinbeck descrive i meccanismi, le cause che hanno prodotto questa migrazione, narrando l’epopea di una intera famiglia che si mette in marcia verso le vallate della California. E non fa sconti al grande capitalismo al punto che il libro fu censurato in diverse città californiane.

Mentre imperversa ancora la grande depressione del ’29, sul cuore agricolo degli Stati Uniti, Oklahoma e dell’Arkansas, si abbatte una grande siccità cui segue una tempesta di sabbia (Dust Bowl) che ricopre campi, case e attrezzi. Incapaci di ripagare alle banche i debiti contratti per l’acquisto delle attrezzature, i mezzadri vengono da queste sospinti ad abbandonare la terra natia e a dirigersi verso la California.

La monocultura del cotone, voluta dai grandi latifondisti e dalle banche proprietarie, aveva infatti succhiato tutta l’energia alla terra, causando una catastrofe ecologica. Steinbeck la descrive come un crimine, una violenza perpetrata da mostri, cioè le banche, create dagli uomini ma sfuggite al loro controllo, che se smettono di crescere muoiono.

Furore: l’adattamento di Emanuele Trevi diventa un affresco emblematico non di una famiglia ma di tutti i migranti di ieri e di oggi.

Massimo Popolizio, lo racconta con ritmo, dolore, pietas. Colpisce la musicalità della sua narrazione amplificata da musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio, mentre sullo sfondo vengono proiettate foto in bianco e nero della grande fotografa Dorothea Lange (Hoboken, 26 maggio 1895 – San Francisco, 11 ottobre 1965).

Le sue parole si rincorrono, come fossero anelli di una stessa catena. Proprio come gli eventi che si susseguono l’uno legato all’altro: l’avidità delle banche che porta alla grande siccità, che causa migrazione che stravolge l’economia e porta nuove regole di convivenza, supera vecchi tabu.

Indugia su alcune vocali, ne accorcia altre; aggiunge alla s di mais, un sibilo premonitore, mentre le sue gambe si piegano un po’ e il tronco si contorce leggermente.

Dà voce ai capitalisti potenti, freddi, cinici, calcolatori. E ai diseredati, cui tolgono la terra, quella terra dove sono nati, cresciuti, dove sono sepolti i loro cari. Senza terra restano senza radici, senza passato, senza identità. Si mettono in marcia sulla Route 66 per passare da est a ovest, verso la California dove vengono attirati con promesse di lavoro e libertà, di modo che la grande offerta di lavoro ne abbassi il costo.

La Route 66 diventa una via crucis, teatro di accampamenti, violenza e pietas, piena di cimiteri di camion rotti, non riparabili per mancanza di denaro. Si ruba per fame, ma si è pronti ad offrire soldi per fare una bara ad un piccolo che non ce l’ha fatta. E quando questi uomini si incontrano la sera intorno al fuoco, per fabbricare con le parole il futuro cercando di abbellirlo, anche il passato appare diverso.

Ricordano, per esempio di quando sparavano agli indiani per portargli via la terra, credendo di essere loro i buoni e gli altri i cattivi. Solo ora capiscono che i buoni hanno sempre bisogno di cattivi per sentirsi buoni, ora che sono essi stessi ad essere considerati i cattivi, in quanto nomadi e pericolosi, dagli altri cittadini americani. Intorno al fuoco la collera individuale lascia spazio al Furore collettivo.

Furore è intenso, vibrante, attuale, fortemente consigliato. Sembra un rapporto sulle migrazioni di oggi. Di quelli che fanno male.

La fine è spiazzante. Eppure è un segno di speranza: la vita che non è potuta nascere fa dono di sé.

 

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza, Milano), dall’8 al 20 giugno 2021

Furore

dal romanzo di John Steinbeck

ideazione e voce Massimo Popolizio

adattamento Emanuele Trevi

musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio

produzione Compagnia Umberto Orsini / Teatro di Roma-Teatro Nazionale

Orari: da martedì a sabato, ore 19.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo

Durata: 80 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 32 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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