Il Prezzo di Miller: ogni vita ha un Prezzo

Il Prezzo di Miller: ogni vita ha un Prezzo

Dal 2 al 14 febbraio 2016, al Piccolo Teatro Strehler di Milano,va in scena “Il Prezzo”, di Arthur Miller con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, che cura anche la regia, Alvia Reale e Elia Schilton.

Il Prezzo 1

Se la recitazione volutamente goffa e vagamente fantozziana di Victor, appesantisce leggermente la purezza tragica del testo, a Umberto Orsini, che recita con la sua compagnia e a Massimo Popolizio, va il plauso di aver fatto conoscere un testo toccante, tagliente, profondo, poco visitato di Miller e solo da poco tradotto in Italia.

Scritto dal drammaturgo americano nel 1968, Il Prezzo narra delle conseguenze che la crisi del ’29 ha avuto negli Stati Uniti su una ricca famiglia caduta in miseria. Sulla destra della scena un lavandino ed una ripida scala, quasi a segnalare la difficoltà di uscita; sulla sinistra, una pila di mobili accatastati, incombenti, fasciati da grandi teloni, come fasciate sono le relazioni tra i due fratelli che si incontrano adesso, dopo anni di separazione; devono vendere il lussuoso mobilio accatastato nella mansarda dove il padre si era ritirato, paralizzato quasi dal fallimento economico. É morto da 16 anni, ma ora l’evento è improcrastinabile, visto che il palazzo verrà demolito a breve, come tutti quelli della zona. Si odono infatti, a tratti, in sottofondo, dei minacciosi boati, dei rumori di crollo come se quel “giardino dei ciliegi di cemento”, debba lasciare spazio ad altro. Anche quei mobili, grandi e pesanti, dice il vecchio mercante ebreo, chiamato per fare un prezzo, sono testimoni di un altra epoca: il tavolo non passa più attraverso le porte moderne ed è per uomini che si sposano e restano sposati per una vita. Ora tutto deve essere sostituibile: mobili, case, mogli. Ma qualcosa in quella mansarda resiste all’oltraggio del tempo: il risentimento tra i due fratelli ed il prezzo che ciascuno dei personaggi ha già pagato. In breve, il loro incontro si traduce in uno scontro. Victor, il più dotato per gli studi, vi ha rinunciato per restare accanto al padre, annichilito dalla perdita economica. La vendita dei mobili, rappresenta per lui 28 anni di vita con il padre e per il padre. Ha preferito arruolarsi in polizia e condurre con la moglie, ora un po’ alcolista, una vita misera, pur di non far finire il genitore “su un prato”, insieme ai ricchi diventati improvvisamente poveri; ha cinquanta anni e ne dimostra sessanta. Walter, invece, ha abbandonato subito dopo il crack la famiglia, sottraendosi a qualsiasi responsabilità. È diventato chirurgo e ha fatto soldi lucrando in case di riposo. Non ha fatto credito al fratello quando questi voleva laurearsi, ed ora non vuole neanche la metà del “prezzo” dei mobili. É però solo, in un deserto di affetti. Il primo crede di aver dato un senso alla sua vita con il suo sacrificio e vorrebbe quasi fare del suo fallimento un’autorità morale. Ma Walter non glielo permette. Gli ricorda la menzogna della loro famiglia, di come la madre, saputo del dissesto economico, abbia vomitato sul padre, piena di disprezzo. Non c’era amore, continua Walter, solo interesse economico. E per interesse, per egoismo, il padre non ha fatto studiare Victor, legandolo a sè. Mentre i due fratelli si feriscono con schegge ancora sanguinanti del passato, il vecchio mercante ebreo, il bravissimo Orsini, si muove sul palco, leggero, apparentemente noncurante di tutto. Stabilito il prezzo, resterà solo in scena, abbandonandosi ad una danza quasi di ringraziamento, grato alla vita per avergli permesso di attraversarla da acrobata, con “bagaglio leggero”. La regia infatti, lo presenta in scena, con un piccolo sacchetto di plastica contenete una banana, un uovo e un po’ di whisky.

Lo spettacolo rispetta la visone poliedrica di Miller. Non c’è giudizio, ma punti di vista. Resta la responsabilità per le proprie azioni e il sentimento amaro di non aver potuto scegliere consapevolmente tutto. Molto indicato anche per ragazzi delle medie superiori.

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza)

dal 2 al 14 febbraio 2016

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo sono:

martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.
Durata: 1 ora e 45 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 848800304

Il Prezzo (The Price)
di Arthur Miller

traduzione Masolino D’Amico
regia Massimo Popolizio

direzione artistica Umberto Orsini
con Umberto Orsini (Solomon), Massimo Popolizio (Victor),

Alvia Reale (Esther), Elia Schilton (Walter)

scene Maurizio Balò

costumi Gianluca Sbicca

luci Pasquale Mari
produzione Compagnia Orsini

 

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