Édith Piaf, l’usignolo non canta più: un inno all’amore

Édith Piaf, l’usignolo non canta più: un inno all’amore

Lo spettacolo Édith Piaf, l’usignolo non canta più, omaggio alla cantante francese, è andato in scena sabato 9 e domenica10 febbraio 2019, nel bel Teatro Gerolamo di Milano.

Melania Giglio, sul palco insieme a Martino Duane, firma la drammaturgia di questo testo vibrante, che ci restituisce un momento preciso della vita della cantante.

Siamo nel 1960. La cantante è rinchiusa nella sua lussuosa dimora, prostrata dal dolore fisico e psichico. Non esce più; le mani e i piedi sono gonfi e doloranti per la poliartrite; ha due costole rotte a causa di un incidente automobilistico; è reduce da un coma epatico, frutto dei suoi problemi con l’alcool; assume regolarmente morfina.

Ma sopratutto, niente riesce più ad interessarla. Lei, che ha risvegliato la Francia prostrata dalla guerra cantando la Vie en rose, scritta nel 1945; lei, pronta ad infiammarsi per nuovi amori (Yves Montand, Moustaki, Asso, Marcel Cerdan); lei che aveva dentro una voglia inesauribile di vita, ora è in pantofole e vestaglia, piegata dal dolore, chiusa al mondo.

Édith Piaf, l’usignolo non canta più,  inizia con la visita che l’amico Bruno Coquatrix, padrone de l’Olympia, lo storico musichall di Parigi, le fa. Il suo teatro è sull’orlo del fallimento e solo la voce potente di quel “passerotto”  di strada (Piaf vuol dire passero in francese) nel suo abitino nero, come la povertà e il dolore, con solo sulle labbra il rosso della vita, può salvarlo.

Cosa che Piaf farà, con la potenza vocale e teatrale delle sue interpretazioni (ed anche con l’aiuto della morfina). All’ Olympia canterà, tra le altre, Non, je ne regrette rien, canzone che sembra davvero scritta per lei da Charles Dumont e Michel Vaucaire.

Édith Piaf, l’usignolo non canta più ci regala un ritratto prima ancora che della cantante, di una donna libera, con la fragilità di un fiore da marciapiede e la forza che racchiude il mistero del mondo. Una donna che canta per i disperati e i disgraziati con cui divide la notte. Ma anche per i Milords!

Da fiore da marciapiede a superstar

Melania Giglio e Martino Duane attraverso i dialoghi, ricostruiscono scene di vita dell’artista: l’infanzia nel bordello gestito da una nonna, l’altra nonna che ammaestra pulci, le esibizioni col padre, contorzionista di strada, gli amori, gli eccessi, le contraddizioni.

La regia di Daniele Salvo le lascia scivolare, una dopo l’altra, con fluidità, sino a comporre un quadro composito.

E quando Melania Giglio canta, con la sua voce profonda e potente Milord, La foule, Le clown, Non rien de rien, è la Parigi del secolo breve, col suo spirito “canaille e romantique”, sofisticato e popolare, a riempire il Teatro Gerolamo.

Teatro Gerolamo,

Piazza Cesare Beccaria 8, 20122 Milano

http://www.teatrogerolamo.it/

BIGLIETTERIA Tel: +39 02 45388221

Édith Piaf
l’usignolo non canta più

di Melania Giglio
con Melania Giglio e Martino Duane
regia Daniele Salvo
scene Fabiana di Marco – costumi Giovanni Ciacci

 

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