Trump punta su Infantino per l’Onu: il presidente della Fifa nel mirino della Casa Bianca
Donald Trump vorrebbe vedere Gianni Infantino alla guida delle Nazioni Unite. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa statunitense, il presidente americano considera l’attuale numero uno della Fifa il candidato ideale per succedere ad António Guterres come prossimo segretario generale dell’Onu. Al momento non si tratta di una candidatura ufficiale, ma di un’idea che starebbe prendendo forma negli ambienti vicini alla Casa Bianca.
Alla base di questa ipotesi ci sarebbe il rapporto sempre più stretto tra Trump e Infantino, consolidatosi negli ultimi anni e rafforzato in occasione dei grandi eventi calcistici ospitati dagli Stati Uniti. I due sono apparsi insieme in numerose occasioni pubbliche, condividendo palchi, cerimonie e incontri istituzionali. Trump ha più volte elogiato il dirigente svizzero, definendolo una persona capace di unire popoli e culture attraverso lo sport. Anche Infantino, dal canto suo, non ha mai nascosto i buoni rapporti con il presidente americano. Negli anni ha partecipato a diversi eventi organizzati alla Casa Bianca e ha collaborato con l’amministrazione statunitense nella preparazione dei grandi appuntamenti calcistici internazionali ospitati dal Paese. Il Mondiale del 2026, organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, ha rappresentato un’ulteriore occasione per rafforzare questo legame politico e personale.
Trump ritiene che il presidente della Fifa possieda una caratteristica fondamentale per guidare un’organizzazione internazionale: la capacità di dialogare con governi molto diversi tra loro e di costruire relazioni diplomatiche attraverso uno degli strumenti più potenti al mondo, il calcio. Secondo le indiscrezioni, il presidente americano sarebbe convinto che la popolarità globale di Infantino e la sua esperienza alla guida della federazione calcistica internazionale possano rappresentare un valore aggiunto anche alle Nazioni Unite. La strada, però, appare tutt’altro che semplice. Il segretario generale dell’Onu viene scelto attraverso una procedura complessa: serve innanzitutto il via libera del Consiglio di Sicurezza, composto da quindici membri e con il potere di veto dei cinque membri permanenti, per poi ottenere l’approvazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Inoltre non è chiaro se Infantino sia realmente interessato a lasciare la guida della Fifa per intraprendere una carriera diplomatica.
L’ipotesi ha inevitabilmente acceso il dibattito internazionale. Da una parte c’è chi sottolinea come la gestione della Fifa richieda capacità organizzative, negoziali e diplomatiche di alto livello, considerando che la federazione riunisce oltre 200 associazioni calcistiche nazionali. Dall’altra, però, molti osservatori ricordano che dirigere il calcio mondiale è molto diverso dal guidare un’organizzazione chiamata a mediare guerre, crisi umanitarie, tensioni geopolitiche e negoziati tra 193 Stati membri.
È proprio questo il punto centrale della discussione. Il prestigio costruito nel mondo dello sport e un rapporto privilegiato con Donald Trump possono davvero bastare per assumere uno degli incarichi più delicati della diplomazia mondiale? Oppure la guida delle Nazioni Unite richiede competenze ed esperienze che vanno ben oltre quelle maturate ai vertici del calcio internazionale?




