Fedorov-Syrskyi: terremoto di dimissioni a Kiev
L’ultima settimana è stata particolarmente turbolenta per il governo di Volodymir Zelensky. Alle dimissioni del ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, ovvero colui che ha rivoluzionato l’industria della guerra ucraina, consentendo a Kiev di resistere all’avanzata russa attraverso l’utilizzo dei droni, sono seguite anche quelle del suo principale avversario politico, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Oleksandr Syrskyi.
Come appena accennato, Fedorov si è distinto durante questi ultimi anni di guerra per aver sistematizzato con grande efficienza tutta la logistica dell’industria dei droni, dall’approvvigionamento dei componenti alla loro produzione in scala, fino alla consegna alle forze armate e al loro utilizzo sul campo di battaglia.
Attraverso il suo impulso, infatti, il Ministero della Difesa è riuscito a convogliare le poche risorse economiche del paese nell’unico strumento game changer di questa guerra, e probabilmente anche di quelle del futuro, ovvero i droni.
Con questi strumenti, altrimenti noti come FPV, l’esercito ucraino ha inflitto l’80% delle perdite russe, contro appena il 20% causato da armamenti tradizionali come obici, carri armati e mitragliatrici.
Dirottando i fondi verso la produzione dei droni e adottando metodi meritocratici per l’attribuzione degli appalti, prettamente alle Start-up ucraine, Fedorov ed i propri collaboratori hanno provocato nel tempo le ire dello Stato Maggiore e delle industrie storicamente ad esso collegate, spesso legate da vincoli clientelari e affette da endemica corruzione, come rivelato da scandali sempre più frequenti.
Le voci di esperti sul campo sostengono che Syrskyi e lo Stato Maggiore, di conseguenza, avrebbero protestato con il presidente Zelensky chiedendo l’allontanamento di Fedorov, anche per il fatto che ritenessero necessario allocare le risorse attualmente dirette alla produzione dei droni al reclutamento di nuovi soldati nell’ambito di una nuova mobilitazione parziale.
L’opinione di Syrskyi, infatti, sarebbe stata che di fronte ad un’ulteriore mobilitazione parziale di Mosca, questa volta l’esercito ucraino non sarebbe riuscito ad arrestarne l’avanzata in Donbass facendo affidamento solo sui droni, ma che sarebbe servita invece una mobilitazione parallela da parte di Kiev, nonostante una popolazione sempre più provata dallo sforzo bellico e i cui numeri si assottigliano sempre di più.
Nonostante le dimissioni di Fedorov, quasi sicuramente indotte, e a cui è succeduto il Generale Khmara, Syrskyi ha avuto vita politica breve. Subito dopo le vicende, infatti, l’ormai ex-Capo di Stato Maggiore ha inviato a Kostyantinivka, attualmente la zona più pericolosa del fronte, due soldati con il compito di sbandierare le insegne ucraine unitamente al proprio ritratto con fini propagandistici.
Purtroppo a seguito di attacchi russi nella cittadina, i due soldati risultano dispersi. Tale missione suicida ordinata da Syrski, oltre al malcontento diffuso per l’allontanamento di Fedorov, molto popolare in Ucraina al contrario dell’ex Capo di Stato Maggiore, ha causato un’ondata di proteste in tutto il paese che Zelensky non ha potuto ignorare, decretando così anche le dimissioni del generale.
L’impopolarità di Syrskyi risale già ai tempi in cui il Generale aveva intrapreso una contro-invasione in territorio russo nell’Oblast di Belgorod, contrastata da Mosca anche grazie all’apporto di soldati nord-coreani, e giudicata dagli stessi soldati ucraini uno spreco di risorse, oltre che un’operazione militarmente inutile, che poco aveva a che vedere con le imprese di Scipione a cui Syrskyi si era ispirato.
Ad ogni modo, il terremoto politico di questi giorni pare essersi risolto in fretta, complice però la sollevazione di massa, avvenuta perdipiù in un momento bellico favorevole per Kiev. Proprio grazie alle riforme di Fedorov, infatti, le Forze Armate ucraine sono riuscite a rendere la guerra sempre più costosa alla Russia, colpendo raffinerie, industrie, reti logistiche fondamentali, aggravandone la crisi economica e arrestandone temporaneamente l’avanzata.
A Syrskyi è succeduto il generale Mychajlo Drapatyj, il quale si è distinto durante le fasi iniziali della Guerra, in particolare per la liberazione di Kherson e di Kupyansk. Non è chiaro però se con questo terremoto politico, seppur fulmineo, si sia creata una frattura che l’Ucraina pagherà sul campo di battaglia a vantaggio di Mosca, e soprattutto di Putin.




