Zelensky rimuove il ministro della Difesa e le piazze ucraine si riempiono in protesta
Giovedì 16 luglio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso Mykhailo Fedorov dall’incarico di ministro della Difesa: una decisione inaspettata sia per la popolarità che per i successi raggiunti dall’ex ministro nell’arco di sei mesi. La scelta si inserisce all’interno del rimpasto di governo che aveva già portato alle dimissioni della prima ministra Yulia Svyrydenko, a cui succederà Sergii Konetsky: il terzo primo ministro dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina del 2022. Migliaia di persone sono scese nelle piazze del paese con la richiesta di reintegrare Fedorov, considerato il principale artefice dei successi ucraini sul campo di battaglia.
Fedorov: dal mondo Tech alla Difesa
Il passato di Mykhailo Fedorov è legato al mondo del digitale e delle start-up tecnologiche e ha ricoperto per anni il ruolo di ministro per la trasformazione digitale. Nominato ministro per la Difesa nel gennaio 2026, Fedorov ha fatto interagire da subito le due realtà, con un approccio radicale alle tecnologie e le strumentazioni, implementando e raffinando sempre di più la produzione di droni e robot ucraini. Sotto la sua guida sono stati raggiunti notevoli risultati sul campo, grazie a innovazioni e trasformazioni all’approccio ucraino nella difesa. Come ha ricordato lui stesso in un post su Telegram pubblicato dopo il licenziamento, in sei mesi, i successi della nuova strategia sono stati molteplici. Tra i suoi meriti, quello di aver portato l’esercito a colpire obiettivi russi lontani centinaia di chilometri dal fronte e a bombardare sempre di più la Crimea occupata dalla Russia, isolandola sempre di più; o l’aver convinto Elon Musk, fondatore di Space X, a disattivare i satelliti Starlink per i russi, complicandone le comunicazioni e le capacità di condurre una guerra con i droni efficace. Fedorov ha ricordato, inoltre, i suoi investimenti sui droni e l’artiglieria, con gare di appalto, reindirizzamento dei fondi e contratti che hanno consentito l’approvvigionamento di nuova strumentazione a favore di un notevole risparmio per il governo ucraino. Quasi per un’amara ironia, il licenziamento di Fedorov è avvenuto nelle ore in cui a Bruxelles veniva annunciato il “Drone deal”, un patto tra Ucraina e Unione europea per la produzione congiunta di droni.
Vaghe motivazioni e le proteste in piazza
Fedorov è uno dei principali collaboratori di Zelensky dalla sua campagna elettorale del 2019. Secondo quanto riportato, brevemente, dal premier ucraino, il licenziamento del suo ministro della Difesa è arrivato dopo un continuo clima di scontri e tensioni tra lo stesso Fedorov e il capo delle forze armate Oleksandr Syrs’kyj, per via di approcci divergenti, specialmente sulle innovazioni portate dal ministro della Difesa. le critiche all’operato di Fedorov arrivavano anche da altri componenti dell’esercito, che giudicavano il suo approccio fin troppo semplicistico. Zelensky ha dichiarato di aspettarsi una maggiore “unità” tra i membri del governo e i vertici militari, portandolo alla decisione di rimuovere il neo-ministro. Tuttavia, la popolarità di quest’ultimo ha scatenato un’ondata di proteste nelle principali città ucraine, dove si chiede a gran voce il ritorno di un ministro giudicato di successo. Cartelli con scritte diverse si chiedono “perché?” e pregano il governo di lasciargli “finire le riforme”. In una conferenza stampa di giovedì, Fedorov ha detto che, dopo averlo rimosso, Zelensky gli ha offerto un ruolo come consulente del governo, che l’ex ministro ha scelto di declinare. Il suo posto sarà ricoperto da Yevheniy Khmana, attualmente capo dei servizi segreti ucraini.




