Andy Burnham, il “re del Nord” che aspira a Downing Street
Andy Burnham, 56 anni, è un veterano del Partito Laburista influente e carismatico, ma rimasto per anni una figura periferica della politica britannica. Oggi, il suo nome è tra i più probabili a divenire il successore di Keir Starmer, che ieri ha rassegnato le sue dimissioni da primo ministro.
Iscritto al Partito Laburista a 14 anni, Burnham ha sempre lavorato per loro, scalando pian piano le gerarchie. Dal 2003 al 2005 fu segretario parlamentare, poi promosso dal Primo ministro Tony Blair nel suo governo dopo le elezioni del 2005 come sottosegretario per la casa. Dal 2007 al 2010 è stato ministro nel governo di Gordon Brown e, dopo due tentativi falliti di divenire capo del Partito Laburista (nel 2010 e nel 2015), Burnham è stato eletto sindaco di Manchester nel 2017, carica che ha ricoperto fino alla scorsa settimana. Ora, con un posto vacante a Downing Street, è iniziata una nuova scalata. Lo scorso giovedì l’aspirante primo ministro ha vinto un’elezione suppletiva nel nord-ovest dell’Inghilterra, organizzata ad hoc per permettergli di rientrare in Parlamento, requisito essenziale per proporsi come successore di Starmer. La sua elezione è stata possibile grazie alle dimissioni di Josh Simons dal suo ruolo di parlamentare, laburista che da quindici anni lavora al fianco di Burnham e che si è fatto da parte per permettere la sua candidatura.
In questi nove anni nel ruolo di sindaco di Manchester, Burnham ha costruito l’immagine di un politico vicino al popolo, concentrandosi su tematiche come il trasporto pubblico, la lotta alla povertà e il sostegno alle comunità locali. La sua popolarità è cresciuta e arrivata a livello nazionale quando, durante la pandemia di Covid-19, ha sfidato apertamente il governo centrale chiedendo maggiori aiuti economici per il nord dell’Inghilterra. Questo atteggiamento gli ha fatto guadagnare la reputazione di difensore delle regioni spesso trascurate da Westminster, soprannominato il “King of the North”, un chiaro riferimento alla serie televisiva Il Trono di Spade. Nel corso della sua carriera ha attraversato diverse correnti del Partito Laburista, passando dal centrismo dell’era Blair a posizioni più socialdemocratiche. I suoi critici lo chiamano per questo “Captain Flip-Flop”, giudicando il cambiamento delle sue opinioni nel corso del tempo come un sintomo di scarsa credibilità. Mentre i suoi sostenitori vedono proprio in questa capacità di parlare sia agli elettori tradizionali del Labour sia a quelli più moderati uno dei suoi principali punti di forza di uomo pragmatico e attento all’ascolto di diverse esigenze. Molti Laburisti considerano Burnham la persona migliore per provare a tirare fuori il partito da una crisi di consensi che affligge anche le tradizionali roccaforti della classe operaia.
Tuttavia, lo slancio entusiastico nei confronti di Andy Burnham rischia essere frenato da una certa somiglianza che accomuna le sue politiche a quelle di Keir Starmer. Il “re del Nord”, infatti, ha finora sostenuto molte delle principali linee del governo laburista, dai limiti alla spesa pubblica alle politiche restrittive su immigrazione e asilo. Inoltre, durante la campagna elettorale ha assunto posizioni poco gradite all’ala più progressista del partito, opponendosi a un possibile ritorno del Regno Unito nell’Unione Europea e lasciando intendere di essere disposto a ridurre la spesa per il welfare per aumentare quella destinata alla difesa. Per questo alcuni osservatori ritengono che un suo governo rappresenterebbe un cambiamento più nello stile che nella sostanza.




