Abbattuto elicottero USA nei pressi dello stretto di Hormuz. Le dinamiche dell’incidente sono ancora da chiarire
Lunedì 8 giugno un elicottero dell’esercito statunitense è stato abbattuto nei pressi dello stretto di Hormuz. I due membri a bordo sono stati tratti in salvo: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha assicurato che i piloti stanno bene.
A riportare la notizia è il New York Times. Non sono ancora chiare le circostanze dell’incidente. Nessuna ipotesi è stata ancora scartata: l’elicottero potrebbe essere stato abbattuto dal fuoco iraniano, potrebbe aver subito un guasto meccanico oppure essere stato coinvolto in un altro tipo di incidente operativo. Trump, parlando dalla pista dell’aeroporto di New York, dove si trovava per assistere alla finale di NBA, ha dichiarato che è stata aperta un’inchiesta e che nella giornata di martedì l’amministrazione pubblicherà un rapporto sulle dinamiche dell’impatto.
L’elicottero abbattuto è un Apache AH-64, armato di missili Hellfire. Si tratta di uno dei velivoli di attacco più temibili che operano nella regione. Il loro scopo è quello di contrastare il blocco imposto dall’Iran allo stretto di Hormuz, di pattugliare la strategica via navigabileedi scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni. Nell’area operano anche droni Reaper, utilizzati dalle forze armate statunitensi per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione: dal 28 febbraio, cioè da quando è scoppiata la guerra, l’Iran ne avrebbe abbattuti circa 30.
L’incidente è avvenuto in una delle zone più sensibili della geopolitica attuale, inun momento che sembra esseredi distensione tra Stati Uniti e Iran.Proseguonoinfatti i negoziati per giungere a un possibile cessate il fuoco e a una riapertura dello stretto al traffico commerciale.Saeed Iravani, rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che i due Paesi stanno “presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un memorandum d’intesa”. Anche Trumpsi è espresso soddisfatto, convinto di essere giunti alle “fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo” che porterà alla riapertura dello stretto nel giro di pochi giorni dalla firma dell’intesa.
Rimane ancora aperta invece la questione Israele, che avrebbe accettato di sospendere l’offensiva contro Teheran e di limitare gli attacchi in Libano. È comunque di questa mattina la notiziache l’esercito di Tel Aviv avrebbe invitato gli abitanti della città di Tiro, nel sud del Libano, a evacuare in previsione di un attacco contro il movimento Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Teheran avverte che qualsiasi nuova offensiva israeliana provocherebbe una risposta molto più severa rispetto a quella vista finora.




