Putin isolato nel bunker per il timore di un golpe
Vladimir Putin si starebbe nascondendo in un bunker per il timore di un colpo di Stato o di un tradimento mortale da parte dei suoi collaboratori. A riportarlo è un dossier di un’agenzia di intelligence occidentale ottenuto dalla Cnn. La stretta della cintura di protezione attorno al presidente russo attuata specialmente negli ultimi mesi sarebbe frutto di un’ossessione putiniana che vede nelle sua figura il bersaglio ideale da far fuori. Il leader russo starebbe trascorrendo ormai diverse settimane all’interno di bunker potenziali nella regione di Krasnodar (nel sud della Russia), rifuggendo le abituali residenze di Mosca o la dacia estiva a Valdai. Secondo il rapporto, Putin avrebbe vietato al suo entourage (inclusi cuochi, fotografi, guardie del corpo e autisti) di utilizzare mezzi pubblici e telefoni, aumentandone la scorta dove necessario e moltiplicando le misure di sicurezza.
Tra ossessione e fondatezza
La paura del presidente Putin, in carica dal 1999, di essere assassinato non è una novità. Tuttavia, i recenti avvenimenti e l’attuale criticità della situazione russa non hanno fatto che aumentare l’angoscia del Cremlino. Secondo il dossier citato dalla Cnn, l’allarme sarebbe scattato in seguito all’uccisione di Fanil Sarvarov, un alto generale russo, avvenuta a dicembre dello scorso anno. Nello stesse mese, il presidente russo ha accusato Kiev di aver cercato di ucciderlo dopo che un drone ucraino ha raggiunto la regione del Valdai, dove si trova una delle dacie del presidente. Accusa smentita dalla Cia, ma che ha dimostrato come la potenza militare dei droni ucraini riesca a penetrare oramai ovunque. Sia in patria, che al di fuori, le cose non vanno altrettanto meglio. Il malcontento tra la popolazione continua a crescere, tra disagio economico dovuto ad una guerra che attanaglia la Russia da oltre quattro anni (superiore al coinvolgimento russo nella seconda guerra mondiale) e alla conseguente inflazione e aumento delle tasse, che fanno registrare il consenso verso il presidente come il più basso degli ultimi anni (minore anche al 2022, anno in cui è iniziato il conflitto con Kiev). Inoltre, secondo le stime occidentali, la guerra in Ucraina starebbe causando, tra morti e feriti, circa 30mila vittime al mese. Allo stesso tempo, alleanze rilevanti per Mosca sono state deteriorate nell’arco di pochi mesi, dalla caduta del regime di Bashar Al-Assad in Siria e l’indebolimento notevole di quello degli ayatollah in Iran, isolando sempre di più la Russia nello scacchiere internazionale.
L’ex ministro della Difesa nel mirino
Il rapporto dell’intelligence vede, soprattutto, nella figura di Sergey Shoigu, ex ministro della Difesa, un probabile fautore di un golpe ai danni del presidente russo, che conserva ancora una forte influenza all’interno dell’alto comando militare. Lo stesso arresto dell’ex vice e stretto collaboratore di Shoigu, Ruslan Tsalikov, avvenuto il 5 marzo, è considerato “una violazione dei taciti accordi di protezione tra le elite, che indebolisce Shoigu e aumenta la probabilità che egli stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria”. Così, Putin si rintana nei bunker per “settimane” e limita drasticamente le sue uscite. Dall’inizio del 2026, la sua partecipazione a eventi pubblici è diminuita del 30% rispetto al 2025, mentre si è dimezzata se paragonata a due anni fa. Tagli notevoli riguardano, poi, uno degli eventi centrali del calendario russo, ossia le celebrazioni del 9 maggio, in cui si festeggia il “Giorno della Vittoria” dell’Unione Sovietica contro la Germania nazista nella seconda guerra mondiale. La classica parata quest’anno non prevederà gli armamenti pesanti. Scelta giustificata dal Cremlino per il timore di possibili attacchi ucraini, ma interpretata da Kiev come una tacita ammissione dell’indebolimento progressivo della macchina bellica russa.




