Municipali francesi: la vittoria della sinistra contro gli estremismi
Nelle stesse ore in cui l’Italia era concentrata sull’esito referendario, in Francia gli occhi erano puntati sul secondo turno delle municipali, che ha visto andare al voto i cittadini di oltre 1.600 comuni. Nonostante un’affluenza al 57%, bassa per gli standard francesi (la stessa che, con due punti in più, in Italia è celebrata come un successo), il voto francese ha rivelato frizioni interne e scenari che il primo turno aveva lasciato nell’ombra. Tra questi, soprattutto, la capacità vitale dei socialisti, che hanno incassato successi in quattro città cruciali: Parigi, Marsiglia, Lione e Lille.
Parigi è rimasta in mano ai socialisti, che governano nella capitale francese da 25 anni. Il passaggio del testimone da Anne Hidalgo a Emmanuel Gregoire è stato possibile, soprattutto, grazie, al rifiuto dell’alleanza con Sophia Chikirou, candidata de La France insoumise (LFI), scommessa che Gregoire non era sicuro di vincere. LFI, che si è contraddistinto per le sue posizioni a sinistra sempre più radicali, ha subito un duro colpo in queste elezioni locali, che hanno premiato i partiti della gauche che si sono tenuti lontano da un’alleanza con il partito di estrema sinistra. Nelle città in cui questa coalizione è stata realizzata, come a Tulle, Poitiers e Limoges, il partito socialista non è riuscito ad emergere. Gregoire ha celebrato «la vittoria di una certa idea di Parigi. Una Parigi vibrante, progressista, della classe operaia, per tutti», sottolineando che la capitale «non sarà mai una città di estrema destra».
Il partito di estrema destra Rassemblement National, forte a livello nazionale, non ha dimostrato di avere la stessa capillarità a livello locale, incassando successi soltanto nei piccoli comuni e perdendo le medie e grandi città, come Tolosa e Marsiglia. Quest’ultima, città storicamente di sinistra, era vista dal Rn come uno dei suoi principali obiettivi, data la crescita della destra negli ultimi tempi, ma l’uscita di scena de La France insoumise ha evitato la dispersione del voto, premiando con il 54% dei voti il candidato socialista Benoît Payan, contro Franck Allisio del Rassemblement National. Tuttavia, nel caso del Rn non si può parlare di vera e propria sconfitta. Il partito capitanato da Jordan Bardella continua ad avanzare localmente e sancisce una vittoria a Nizza con Eric Ciotti, dove si è alleato con la destra storica repubblicana. Sia Bardella che Marine Le Pen concordano, infatti, nel descrivere la progressione del Rn come «una vittoria straordinaria» e «la più grande avanzata» della storia del partito di estrema destra.
Nel complesso, nonostante la vittoria dei partiti socialisti nelle grandi città, che ha premiato la loro unità e fermezza, le elezioni municipali francesi restituiscono il quadro di un Paese frammentato. Ciò che emerge, soprattutto, è un fronte moderato che scredita le alleanze con i partiti più estremisti, da un lato, quella tra il Partito Socialista (PS) e La France Insoumise (LFI), dall’altro quella tra la destra tradizionale e il Rassemblement National (RN). Infatti, se il partito della destra storica francese sta perdendo sempre più rilevanza a livello nazionale, localmente continua ad avere le sue soddisfazioni, come a Nizza. Dal suo canto, la sinistra ha funzionato dove ha saputo rifiutare le coalizioni con LFI, mantenendo ugualmente la sua pluralità e uniformità.




