Chi sono le milizie sciite filo-iraniane in Iraq

Negli ultimi giorni diversi attacchi hanno preso di mira installazioni militari in Iraq, tra cui strutture nell’area di Kirkuk, la base aerea di Balad e il complesso militare vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad. Attacchi e tentativi di attacco sono stati segnalati anche nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, in particolare nell’area di Erbil e presso la base aerea di Harir, dove operano forze della coalizione internazionale anti-Stato islamico.
Nella zona dell’aeroporto di Erbil è presente anche il campo militare italiano “Singara”, parte della missione internazionale di addestramento delle forze curde e irachene e situato a ridosso delle installazioni utilizzate dalle forze Usa. Nelle scorse ore la base è stata colpita da un missile o da un drone, provocando danni materiali ma senza causare vittime tra i circa 400 militari italiani dispiegati nel Kurdistan iracheno. Non è ancora chiaro se l’attacco sia stato lanciato da milizie sciite filo-iraniane attive in territorio iracheno, circostanza ritenuta più probabile, o direttamente dall’Iran.
Le milizie sciite filo-iraniane attive in Iraq, infatti, stanno intensificando gli attacchi con razzi e droni contro basi militari statunitensi e della coalizione internazionale nel Paese, che include anche un contingente italiano, come strumento di pressione nello scontro tra Washington e Teheran. Gruppi armati come Kataib Hezbollah, Harakat al Nujaba e Kataib Sayyid al Shuhada – milizie sciite filo-iraniane integrate nell’apparato delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp) – stanno utilizzando attacchi con razzi e droni contro basi utilizzate dalle forze statunitensi per aumentare il costo politico e militare della presenza Usa in Iraq.
Le Forze di mobilitazione popolare (Fmp, in arabo Hashd al Shaabi, letteralmente “mobilitazione popolare”) sono una coalizione di milizie paramilitari irachene creata nel 2014 nel pieno dell’offensiva dello Stato islamico (Isis) in Iraq. La loro nascita è legata alla fatwa emanata nel giugno di quell’anno dal grande ayatollah sciita Ali al Sistani, che invitò i cittadini a mobilitarsi per difendere il Paese dopo la caduta di Mosul e il collasso di parte dell’esercito iracheno.
Nel giro di pochi mesi decine di gruppi armati – molti dei quali sciiti e già attivi durante la guerra contro l’occupazione statunitense dopo il 2003 – confluirono in una struttura coordinata, combattendo al fianco dell’esercito iracheno e delle forze di sicurezza nella guerra contro lo Stato islamico. Nel 2016 il Parlamento di Baghdad ha formalmente integrato le Fmp nell’apparato statale con una legge che le riconosce come parte delle forze armate irachene, poste sotto l’autorità del comandante in capo, ossia il primo ministro. Da allora, i combattenti ricevono stipendi pubblici e l’organizzazione dispone di una propria catena di comando e di un bilancio statale.
Secondo esperti, l’obiettivo delle milizie è “rendere sempre più costosa e difficile la presenza militare degli Stati Uniti in Iraq”, spingendo Washington verso un ritiro definitivo e rafforzando al contempo il ruolo della cosiddetta “resistenza islamica” sostenuta dall’Iran nella regione. Nel frattempo, alcune forze politiche sciite e gruppi armati legati al cosiddetto Quadro di coordinamento, la principale coalizione dei partiti sciiti iracheni, stanno cercando di limitare l’escalation per evitare che l’Iraq venga trascinato direttamente nel conflitto regionale scoppiato il 28 febbraio con gli attacchi israelo-statunitensi su larga scala contro l’Iran.
Nonostante l’inquadramento istituzionale, le Fmp restano una realtà molto eterogenea. La componente predominante è quella sciita e comprende alcune delle milizie più influenti e vicine all’Iran, come Kataib Hezbollah, Asaib Ahl al Haq, Harakat al Nujaba e Kataib Sayyid al Shuhada. Accanto a queste operano anche unità sunnite, cristiane, turkmene e yazide, create soprattutto nelle aree liberate dallo Stato islamico. Diversi gruppi mantengono rapporti diretti con la Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione iraniani, l’unità incaricata delle operazioni esterne di Teheran, che negli anni ha fornito addestramento, supporto logistico e coordinamento operativo alle milizie sciite nella regione. Questo legame ha contribuito a integrare parte delle milizie irachene nella cosiddetta “rete della resistenza” sostenuta dall’Iran, che comprende anche gruppi armati attivi in Siria, Libano e Yemen.
Oltre al ruolo militare, diverse milizie delle Fmp hanno sviluppato negli anni una forte presenza politica. Alcuni gruppi sono rappresentati direttamente in Parlamento o sostengono partiti e coalizioni che fanno parte del blocco sciita Quadro di coordinamento. Proprio questa doppia natura – forza armata statale ma allo stesso tempo rete di milizie con legami politici e, in alcuni casi, con l’Iran – rende le Fmp uno degli attori più influenti e controversi dell’Iraq contemporaneo.



