Telefonata tra Trump e Putin «per discutere sugli sviluppi della situazione internazionale»
Il Cremlino ha reso noto il colloquio telefonico di un’ora tra Vladimir Putin e Donald Trump, avvenuto ieri sera su iniziativa di Washington. Tra i punti toccati, anche la situazione attuale in Medio Oriente. Il leader statunitense ha chiamato l’omologo russo «per discutere sugli sviluppi della situazione internazionale attuale», ha dichiarato il consigliere presidenziale del Cremlino Yuri Ushakov. «Putin ha espresso a Trump le proprie considerazioni sulla risoluzione del conflitto iraniano» e chiesto una «rapida soluzione politica e diplomatica» alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, ha aggiunto Ushakov. Si è trattato della prima telefonata da due mesi tra i due capi di Stato, che si sono detti «pronti» a contatti «regolari».
Il misterioso sostegno russo a Teheran
I principali punti toccati nella conversazione tra i due leader hanno riguardato l’Iran e la crisi attuale in Medio Oriente, insieme ai negoziati per l’Ucraina. Stando alle dichiarazioni rilasciate in seguito dal Cremlino, Putin avrebbe lanciato appelli a favore di una de-escalation, confermando il suo «continuo sostegno a Teheran», senza chiarire se questo si stia concretizzando in aiuti militari. Il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, ha affermato ai giornalisti che Mosca intrattiene «un dialogo con i rappresentanti della leadership iraniana» e che sono interessati a mantenerlo, senza fornire ulteriori dettagli. Inoltre, nessuna conferma è arrivata da Mosca o Teheran riguardo alle presunte informazioni di intelligence che, secondo il Washington Post, i russi fornirebbero agli iraniani con lo scopo di colpire gli obiettivi militari statunitensi in Medio Oriente. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, si è limitata a commentare che, anche se la notizia fosse vera, non farebbe alcuna differenza sul processo dell’operazione in Iran.
I benefici russi della crisi in Medio Oriente
In ogni caso, la nuova guerra innescata da Stati Uniti e Israele in Iran non può che giovare attualmente alla Russia. L’impennata dei prezzi dell’energia sta consentendo a Mosca di trarre beneficio dalla situazione di crisi, dato che negli ultimi mesi aveva mostrato delle difficoltà nel continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. Putin ha mandato un messaggio ai leader europei, affermando che la Russia è pronta a garantire forniture di petrolio e gas per stabilizzare i mercati: una velata provocazione, se si guardano ai quattro anni di sanzioni nei confronti di Mosca dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Anche le esportazioni di petrolio russo verso la Cina, al decimo giorno di guerra in Iran, risultano in aumento. I recenti interventi statunitensi in Iran, uniti ai precedenti in Venezuela, hanno danneggiato non poco la Cina, che acquistava un quinto del suo petrolio da questi Paesi. Il capo del Cremlino ha intanto affermato di star «»aumentando le forniture (di gas e petrolio) ai nostri partner affidabili in diverse regioni del mondo», specificando di riferirsi soprattutto ai paesi nell’Asia-Pacifico e alle nazioni dell’Europa orientale, come la Slovacchia e l’Ungheria.
Trump: la guerra «finirà presto»
Nella prima conferenza stampa tenuta in Floria Donald Trump a seguito dell’operazione congiunta con Israele in Iran, il presidente Usa ha ribadito l’esito positivo della telefonata con Putin. «Abbiamo parlato di Ucraina, c’è molto odio tra Putin e Zelensky. Ma Putin vuole aiutare», ha dichiarato Trump, aggiungendo: «Ho detto a Putin: Ci puoi aiutare di più se metti fine alla guerra in Ucraina». Nella conferenza stampa Trump ha poi difeso l’intervento militare verso Teheran, assicurando che la guerra «finirà presto», anche se non nell’immediato.




