Trump esorta Zelensky a “raggiungere un accordo” con la Russia
La guerra in Iran, giunta al sesto giorno, ha distolto rapidamente l’attenzione dal più grande conflitto europeo della storia contemporanea. La guerra in Ucraina va avanti da più di quattro anni e, per ampiezza del fronte, intensità dei combattimenti e il coinvolgimento di forze armate di grandi dimensioni, ha superato le guerre nei Balcani degli anni Novanta. Ora che i riflettori di tutto il mondo sono puntati sul Medio Oriente, Donald Trump aumenta la pressione sulla fine della guerra in Ucraina ed esorta l’omologo ucraino a trovare un compromesso con la Russia.
Impegnato sul fronte meridionale, dopo l’attacco congiunto israelo-palestinese in Iran, Donald Trump esprime impazienza per la fine della guerra in Ucraina. Esorta il presidenze Volodymyr Zelensky a «darsi da fare» nel raggiungere un accordo con la Russia di Putin, dato che l’Ucraina «non ha le carte» in mano per poter ostacolare un processo di pace. Dal lato putiniano non ci sarebbero problemi: Trump afferma (senza fornire prove) che il presidente russo sarebbe pronto a raggiungere un accordo in tal senso. Nonostante in questo momento l’attenzione internazionale sia assorta attorno all’Iran, indipendentemente dalla durata delle ostilità, «dobbiamo essere pronti a riprendere la diplomazia in qualsiasi momento», concorda l’omologo ucraino. Tuttavia, afferma Zelensky, data l’attuale situazione internazionale, non vi sono al momento «i segnali necessari per un accordo trilaterale», auspicando che, con il riassesto del contesto geopolitico, si possa riprendere «il lavoro diplomatico trilaterale».
Kiev fornisce la sua esperienza per contrastare i droni iraniani
Nel mentre, l’Ucraina non si tira indietro per il sostegno all’alleato statunitense nelle sue operazioni militari congiunte con Israele contro la Repubblica islamica. Zelensky ha annunciato, infatti, che Kiev fornirà supporto a diversi stati, tra cui gli Stati Uniti, per arginare i droni iraniani “Shahed”. Da quando ha invaso il suo vicino quattro anni di guerra, la Russia ha inviato decine di migliaia di droni Shahed in Ucraina, forniti dall’alleato iraniano, gli stessi utilizzati adesso dall’Iran in risposta agli attacchi israelo-statunitensi. Zelensky ha assicurato che l’assistenza ucraina verrà fornita solo se non indebolirà le difese dell’Ucraina stessa, sostenendo che Kiev «aiuta i partner che contribuiscono» alla propria «sicurezza e alla protezione della vita» del suo popolo.
L’Ucraina è stata pioniera nello sviluppo di attrezzature per l’abbattimento dei droni, sviluppando droni intercettori a basso costo, specificamente progettati per dare la caccia e distruggere gli Shahed. La sua difesa sta riscrivendo le regole della difesa aerea, in una guerra in cui l’utilizzo dei droni è tutt’ora determinante e preminente. In tutto ciò, il presidente della commissione parlamentare per gli affari Esteri dell’Ucraina, Oleksandr Merezhko, sostiene che sia nell’interesse del presidente russo Putin prolungare i negoziati di pace in Ucraina, per poter così proseguire con l’invasione e tentare di sfuggire alle sanzioni statunitensi. Secondo quanto affermato da Merezhko, gli attuali conflitti in Ucraina e in Iran agiscano verso la stessa direzione: «Russia e Iran sono stretti alleati», ammonisce Merezhko all’Associated Press, «l’Iran fornisce armi e la Russia aiuta l’Iran a sviluppare la sua industria della difesa. Si tratta di conflitti interconnessi».




