No Sanchez non è l’eroe pacifista di cui abbiamo bisogno
No, Sanchez non è l’eroe pacifista che in nome del diritto internazionale multilaterale, diritto peraltro mai esistito realmente a partire da come è stata costituita l’Organizzazione delle Nazioni Unite e il suo consiglio di sicurezza,nei giorni appena trascorsi ha detto “No alla guerra” rifiutando di concedere agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l’Iran.
No Sanchez non è un eroe bensì un semplice free rider, uno “scroccone intelligente” detta alla romana perché, ben consapevole di beneficiare indirettamente della protezione militare e della capacità di deterrenza dei “brutti e cattivi” Stati Uniti di Donald Trump, mantenendo una posizione “di facciata” in opposizione all’intervento contro il regime Iraniano sta massimizzando i suoi consensi nel mainstreaminterno, cercando di arginare l’emorragia di voti del suo partito a causa degli scandali di corruzione che vede coinvolta la sua compagna con la conseguente crescita elettorale delle destre spagnole, nonché nel mainstream internazionale.
Abbattere un regime con i fiori di margherita?
I motivi per cui Sanchez ha detto no alla richiesta di concessione delle basi da parte degli Stati Uniti sono da rintracciarsi nell’opposizione alla soluzione di “forza” di Washington e Tel Aviv per il rovesciamento del regime degli Ayatollah poiché, sebbene il governo spagnolo “condanna il regime iraniano che reprime e uccide vilmente i suoi cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica”, ha aggiunto Sanchez.
Motivi assolutamente ideologici e privi di una realpolitk che gli uomini di governo dovrebbero avere e che confermano la crisi delle élite politiche moderne, visto che il regime degli Ayatollah, per tramite delle guardie della rivoluzione e la polizia morale, solo in questi ultimi mesi a cavallo tra il 2025 e il 2026 avrebbe ucciso più di 12 mila manifestanti.
Manifestanti privi della possibilità di resistere e di combattere visto il capillare controllo della società e dei mezzi di comunicazione da parte del regime nonché impossibilitati ad ottenere “armamenti” per insorgere contro gli Ayatollah.
Certo è che l’attacco avvenuto sabato scorso da parte degli Stati Uniti congiuntamente con Israele non ha avuto come obiettivo principale quello di liberare il popolo “oppresso” iraniano dal regime oppressore, “Ça va sans dire”, ma come effetto collaterale del più ampio risiko internazionale c’è stato quello di decapitare il regime dando così la possibilità a chi per più di settant’anni è stato oppresso di prendere in mano il proprio destino.
La politica dell’Appeasementnon ci ha insegnato nulla
La mancata conoscenza della Storia è un flagello che sembra abbattersi sulle élite politiche europee perché è evidente la tendenza a non voler ricordare gli episodi storici che ci hanno trascinato sull’orlo del baratro con la seconda guerra mondiale.
La politica dell’appeasement, ovvero la politica di assecondare un sanguinario come Hitler nellesue rivendicazioni più “ragionevoli”, aveva contagiato l’opinione pubblica britannica e internazionale che in nome del “pacifismo” vendette l’Austria e parte della Cecoslovacchia alle mire espansionistiche della Germania Nazista con la promessa del Fuhrer di non muovere guerra.
Il timore della guerra condusse qualche mese dopo la conferenza di Monaco del 1938 a una guerra ben peggiore in termini di morti, crudeltà e armamenti in gioco rispetto a quella che si sarebbe potuta svolgere qualche anno prima se tutti i paesi europei avessero fatto fronte comune contro l’aggressività nazista.
Oggi come allora il fronte dell’appeasement e del pacifismo di cui Sanchez rappresenta l’eroe moderno sta commettendo lo stesso errore di valutazione e comprensione di ciò che sta accadendo a livello internazionale poiché non valutare e contrastare la minaccia dell’Iran, al culmine del suo programma nucleare militare e controllore dello stretto di Hormuz, sarebbe stato un errore madornale che avrebbe finito per provocare un conflitto ben più esteso e sanguinoso tra i paesi occidentali e l’Iran, la Cina e la Federazione russa.
Siamo condannati all’anonimato e alla irrilevanza
“Siamo consapevoli delle difficoltà, ma sappiamo anche che il futuro non è scritto, che la spirale di violenza che molti danno già per scontata è assolutamente evitabile e che l’umanità può ancora lasciarsi alle spalle questo fondamentalismo degli ayatollah e anche la miseria della guerra”queste sono state le parole con cui Sanchez ha concluso il suo intervento e, che ha in realtà hanno dimostrato tutta la sua inconsapevolezza e ignoranza di ciò che sta accadendo a livello internazionale poiché il futuro è già scritto caro Sanchez e si sta andando verso uno scenario internazionale dove i paesi europei e l’Unione Europea, di cui la Spagna è parte integrante, è destinata all’anonimato proprio perché divisa e senza una voce univoca.
Quindi, no Pedro Sanchez non è l’eroe arrivato per combattere l’ingiustizia mondiale in nome del diritto internazionale ma è più semplicemente un free rider, al pari dell’Unione Europea, uno scroccone che proprio per la mancanza di una presa di responsabilità, al pari dell’UE che in questa guerra non è stata capace di dettare la propria linea politica, finirà per essere irrilevante e condannata all’anonimato preda del potente di turno, che finirà per dettare legge ai pacifisti di turno.




