Khamenei Jr. è la nuova Guida Suprema dell’Iran
Mojtaba Hosseini Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Secondogenito dell’ex ayatollah Ali Khamenei, ucciso sabato 28 febbraio da un raid israelo-statunitense, la sua è una nomina nel segno della continuità, in un momento estremamente delicato per la Repubblica islamica. Il nuovo ayatollah è stato eletto con urgenza dall’Assemblea degli Esperti, un organo di 88 religiosi istituito in seguito alla rivoluzione del 1979 e deputato all’elezione del Rahbar (Guida Suprema). L’elezione è avvenuta attraverso una riunione online tenutasi il 3 marzo, dopo che la sede a Qom dove abitualmente si riunisce il Consiglio è stata colpita lo stesso giorno da bombardamenti congiunti di Israele e Stati Uniti.
Chi è Mojtaba Khamenei
Khamenei Jr. ha 56 anni ed è considerato da tempo una figura influente nella Repubblica islamica, nonostante non abbia mai ricoperto, ufficialmente, dei ruoli politici di primo piano. Prese parte alla guerra tra Iran e Iraq tra il 1987 e il 1988, continuando poi gli studi a Qom per diventare chierico. Per anni, è stata una figura chiave all’interno dell’ufficio del padre, nel ruolo di consigliere, instaurando rapporti sempre più stretti con i Guardiani della Rivoluzione e la loro milizia paramilitare. Quest’ultima, fondata dall’ayatollah Ruhollāh Khomeini, è nota come Basij, che significa “combattente volontario” ed è una forza ausiliare impiegata attualmente nelle attività di ordine pubblico e di repressione in caso di proteste. Il nome di Mojtaba Khamenei è associato, infatti, alle repressioni attuate durante le manifestazioni anti-governative del 2009 contro la controversa elezione di Mahmoud Ahmadinejad e del 2022 contro le norme sui diritti delle donne. Secondo i media, sarebbe stato lui ad orchestrare la vittoria di Ahmadinejad nel 2009. Proprio questo suo stretto legame con i Basij e la sua capacità di manovrare e influenzare la milizia paramilitare attraverso reti di potere informali, lo hanno reso negli anni sia uno dei candidati alla successione di Ali Khamenei più discussi, ma anche più probabili.
Una figura controversa
Una successione padre-figlio era malvista soprattutto nell’establishment clericale sciita, non essendo Mojtaba Khamenei un alto religioso, né un alta carica politica del regime. La stessa ex Guida Suprema, Ali Khamenei, aveva recentemente dato il suo diniego per una successione dinastica. La sua figura è stata molto chiacchierata, inoltre, per presunti arricchimenti e proprietà immobiliari anche in Occidente, malviste dall’ala più conservatrice e oltranzista del regime. Eppure, in un momento di forte crisi per la Repubblica islamica, forte dell’appoggio delle Guardie Rivoluzionarie, la risposta più naturale è stata la ricerca di una continuità: la ricerca di un cenno di stabilità in una situazione di emergenza e urgenza.
La reazione di Israele
Per gli israeliani, qualsiasi nome designato a nuovo erede di Ali Khamenei avrebbe sortito lo stesso effetto: «Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano», ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz, «sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare». «Non importa come si chiama o dove si nasconde», ha specificato Katz, «Continueremo ad agire con tutta la forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa rovesciarlo e sostituirlo».




