Le nuove sfide dell’Unione europea
Sempre più stretta nella morsa cinese, ad est, e statunitense, ad ovest, l’Unione europea si trova ad un bivio decisivo tra il dettare le proprie regole o il soccombere a quelle altrui. I 27 scelgono di puntare al primo e si raccolgono in un vertice informale nel castello di Alden Biesen, in Belgio. Il nuovo contesto geopolitico e geoeconomico impone all’Europa un cambio di rotta, puntando sul rafforzamento del mercato unico, sull’energia e sugli investimenti.
Al centro del dibattito, un tema cruciale: come completare e rafforzare il mercato unico europeo al fine di renderlo più competitivo e in grado di affrontare le sfide poste da attori globali, come Stati Uniti e Cina. Queste tematiche saranno affrontate dai leader europei durante il summit, che prevede anche due sessioni di lavoro tenute dagli ex Presidenti del Consiglio italiano Mario Draghi e Enrico Letta. Il primo tratterà dell’impatto del mutevole contesto geopolitico sulla competitività dell’Unione europea, con lo scopo di raffinare il proprio posizionamento tra i Paesi concorrenti e gli squilibri del mercato. L’Europa dovrà essere in grado di sfilarsi da un’eccessiva dipendenza economica e potenziare settori cruciali come quello tecnologico e delle materie prime critiche. A seguire, Enrico Letta porrà l’accento sulle modalità per sfruttare il mercato unico nel migliore dei modi, individuando le priorità per l’Unione europea e offrendo alle imprese europee un contesto normativo favorevole. Su questo punto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di seguire una tabella di marcia che porti al completamento del mercato unico entro il 2028, con di iniziative concrete da adottare nel breve termine.
Il mercato unico è visto dai leader europei come uno strumento di crescita e resilienza economica. Tuttavia, per consentire la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone, è necessario rimodularlo e potenziarlo. L’abbattimento delle barriere normative rimanenti tra gli Stati membri e l’imposizione di regole e standard in settori chiave come digitale, telecomunicazioni, servizi e finanza, sono alcune delle mosse da attuare per ottenere un sistema rapido ed efficiente. Nelle nuove proposte annunciate da Ursula von der Leyen, data la rilevanza degli appalti pubblici, che «pesano per il 14% del nostro Pil» è necessaria una spinta che li porti a privilegiare i prodotti europei.
Il cambiamento deve riguardare anche la creazione di un’Unione dei risparmi e degli investimenti che possa mobilitare in modo più efficace i capitali all’interno dell’UE. Secondo proposte come quelle elaborate nei rapporti preparatori, una maggiore integrazione dei mercati dei capitali e una politica che favorisca l’investimento privato e aziendale sono essenziali per sostenere l’innovazione e la modernizzazione delle imprese europee, senza dipendere eccessivamente da capitali esterni. Inoltre, la recente crisi energetica, nata in seguito all’invasione russa in Ucraina, nel febbraio 2022, ha messo in luce i limiti di mercati ancora troppo segmentati e vulnerabili a shock esterni.




