A Davos, Zelensky attacca un’Europa «senza visione». Oggi, il trilaterale con Usa e Russia
Secondo Volodymyr Zelensky, quello che sta vivendo l’Ucraina da ormai quattro anni è un continuo “giorno della marmotta”. Con questo parallelismo, giovedì, il presidente ucraino ha iniziato il suo discorso al World Economic Forum che si sta svolgendo in questi giorni a Davos, in Svizzera. Lo stesso giorno si ripete continuamente, costringendolo a ripetere, di anno in anno, le stesse cose: «Proprio l’anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato. Siamo ancora in una situazione in cui devo dire le stesse parole», ha affermato Zelensky.
L’attacco ad un’Europa incapace di difendersi
Il discorso del presidente ucraino a Davos ha visto un duro attacco all’Europa e alla sua capacità di difendersi di fronte ad attacchi esterni. Secondo Zelensky, l’Unione europea dipende troppo dagli Stati Uniti per la propria sicurezza e ha bisogno di forze armate capaci di difendere sé stessa e i suoi alleati. Critica è stata anche la sua posizione nella gestione europea della crisi in Groenlandia, che ha definito un simbolo di una strategia priva di visione. «Se si inviano 14 o 40 soldati in Groenlandia, a cosa serve?», ha rimproverato Zelensky, «E soprattutto per la Danimarca, vostro stretto alleato? Quaranta soldati non proteggono nulla». L’Europa viene descritta dal premier ucraino come un «caleidoscopio frammentato di piccole e medie potenze», non in grado di considerarsi una forza politica e militare. Uno dei punti cruciali risiederebbe nell’estrema dipendenza europea all’alleato statunitense: «L’Europa si affida solo alla convinzione che, se dovesse presentarsi un pericolo, la Nato agirà, ma nessuno ha mai visto l’alleanza in azione». Le preoccupazioni di Zelensky riflettono sull’eventualità di un mancato aiuto da parte degli Stati Uniti in caso di un attacco ad uno stato alleato, dubbio che sarebbe «onnipresente nella mente di ogni leader europeo».
Il trilaterale Ucraina, Russia, Usa
Nello stesso giorno si è tenuto un incontro a porte chiuse tra il presidente statunitense Donald Trump e l’omologo ucraino, che entrambi hanno definito «positivo». Zelensky ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Trump sulle garanzie di sicurezza e che «I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti». Resta, però, «irrisolta» la questione dei territori dell’est Ucraina e dei confini. Oggi, ad Abu Dabhi, è iniziato invece il primo trilaterale tra le delegazioni statunitense, ucraina e russa. La «cruciale» questione del Donbass, sarà discussa nell’incontro che vede gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner per gli Stati Uniti; il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio per la Sicurezza Rustem Umerov e il diplomatico Sergiy Kyslytsya per l’Ucraina; per la Russia, il manager russo e negoziatore di Putin Kirill Dmitriev e il capo dell’intelligence militare.




