Donald Trump vuole bloccare permanentemente le migrazioni dai Paesi del «Terzo Mondo»
In seguito alla sparatoria avvenuta ieri per mano di un 29enne afghano, nei pressi della Casa Bianca, Donald Trump ha annunciato, con un post su Truth Social, che stopperà «permanentemente» le migrazioni verso gli Stati Uniti da tutti i Paesi che ha definito del «Terzo Mondo». Non è ancora chiaro quali Paesi il presidente statunitense abbia preso di mira, né quali siano i dettagli del piano.
Secondo Donald Trump, questa decisione «permetterà al sistema statunitense di riprendersi completamente» dalle politiche che hanno eroso «i guadagni e le condizioni di vita» di molti statunitensi. A questo ha fatto seguito l’ordine rivolto all’agenzia federale che si occupa di immigrazione e cittadinanza di riesaminare i permessi di residenza (le cosiddetta “green card”) delle persone provenienti da 19 Paesi che destano “preoccupazione” all’amministrazione Trump. Alle richieste di chiarimenti su quali siano questi Paesi, la USCIS ha fatto riferimento a un proclama della Casa Bianca di giugno in cui si definivano come «carenti per quanto riguarda l’esame e il controllo dei precedenti penali» 19 Paesi. Tra questi, vi erano l’Afghanistan, Cuba, la Somalia, l’Iran, Haiti e il Venezuela.
Nel post pubblicato dal presidente degli Stati Uniti in seguito alla sparatoria, Trump accusa inoltre i rifugiati di aver causato la «disfunzione sociale negli Stati Uniti», promettendo di espellere «chiunque non rappresenti una risorsa netta» per il Paese. I rifugiati somali sono accusati dal tycoon di star «prendendo il controllo di quello che un tempo era un grande Stato come quello del Minnesota», aiutati dai governatori democratici dello Stato verso i quali Trump rivolge parte delle sue accuse. «A parte questo buon Ringraziamento a tutti, ad eccezione di coloro che odiano, rubano, uccidono e distruggono tutto ciò che l’America rappresenta: non resterete qui a lungo», conclude nel suo post.
Già ad inizio 2025, Donald Trump aveva imposto un divieto di viaggio ai cittadini afghani e di altri Paesi principalmente in Africa e in Asia e, nel suo primo mandato un altro divieto era stato rivolto a diversi Stati a maggioranza musulmana. Il presidente dell’American Immigration Lawyers Association, Jermy McKinney, ha commentato la risposta del presidente statunitense alla sparatoria di mercoledì come segnata dalla volontà di «fare dei migranti un capro espiatorio». In un intervento nel programma Newsday della BBC World Service, prima della decisione del presidente Trump, Mckinney aveva spiegato come questo tipo di problemi non conoscano colore della pelle o nazionalità, affermando che «quando una persona si radicalizza o soffre di qualche disturbo mentale può provenire da qualsiasi contesto».
L’annuncio di Trump è avvenuto dopo che Rahmanullah Lakanwal, 29enne afghano ha colpito due giovani guardie nazionali davanti ad una fermata della metropolitana a soli due isolati dalla Casa Bianca. Donald Trump ha commentato il fatto definendo l’attentatore un «animale» che «pagherà il prezzo più alto possibile».




