Vertice Trump-Xi: una tregua temporanea
Un Donald Trump soddisfatto ha commentato il «grande risultato» ottenuto dai colloqui con il presidente cinese Xi Jinping a Busan, in Corea del Sud. Tuttavia, quello che il presidente statunitense delinea ai media internazionali come un «successo» segnerebbe più che altro una tregua temporanea nella guerra commerciale tra le due potenze.
Trump parla di «successo», Xi si mantiene cauto
I due leader si sono incontrati giovedì in un colloquio di 90 minuti, con l’obiettivo di disinnescare il rischio di una nuova escalation nei rapporti commerciai tra le due economie più grandi del mondo. Nonostante non ci siano state dichiarazioni congiunte, il primo faccia a faccia in sei anni tra Trump e Xi si è concluso in un clima cordiale. Trump ha energicamente dichiarato che «Xi è un grande leader in un grande Paese», sostenendo di come «da uno a dieci» l’incontro sia «andato bene dodici». Più prudenti e riservati i toni dell’omologo cinese, che ha parlato della necessità di una leadership congiunta tra le due potenze, asserendo però di come non sia sempre possibile «andare d’accordo». Per Xi, è normale «avere di tanto in tanto degli attriti» tra le due economie più potenti al mondo.
Taglio ai dazi e accordo sulle terre rare
Non vi sono state dichiarazioni congiunte e i dettagli dell’accordo sono stati annunciati per lo più da Donald Trump. L’accordo riporta i rapporti commerciali quasi allo status quo precedente alla guerra dei dazi. Il presidente statunitense ha asserito che la Cina riprenderà gli acquisti di soia e energia statunitensi, sospendendo per un anno le restrizioni sulle terre rare. Da parte loro, gli Stati Uniti ridurranno i dazi sul Made in China del 10% (dal 57 al 47%). inoltre, Trump ha affermato che l’accordo prevede l’impegno di Pechino a contrastare i problemi legati alla dipendenza da Fentanyl e a lavorare con Washington per risolvere le problematiche legate a Tik Tok.
Una tregua alla guerra commerciale
In ogni caso, l’intesa appare più una tregua temporanea che una vera svolta: Pechino ottiene più concessioni, mentre Washington rinuncia a molte delle sue richieste strutturali. Trump rivendica una vittoria politica, nonostante sia stato costretto a fare marcia indietro sulle sue posizioni precedenti per via della dipendenza degli Stati Uniti dalle materie prime cinesi. Questioni più delicate che riguardano Paesi come l’Ucraina e il Taiwan sono rimaste escluse dai colloqui.




