I talebani si affacciano alla scena diplomatica internazionale
Nel maggio 2021 ci fu, come d’accordi dopo le firma a Doha, in Qatar, la completa ritirata delle truppe americane USA e Nato dalle basi in Afghanistan.
La celeberrima ritirata che fu oggetto di critiche internazionali, quella della caotica giornata a Kabul, è anche l’evento che segnó l’inizio della presidenza di Biden.
Da quel momento i talebani hanno riassunto il controllo della nazione, e l’Afghanistan intero è stato messo a dura prova da uno stretto blocco diplomatico, l’Occidente decise di prendere le distanze da un paese che non garantiva i diritti civili, la cui leadership, di natura fortemente integralista, si è resa nota per tecniche di repressione del dissenso politico.
L’Afghanistan ha sopportato fino a questo momento delle pesanti sanzioni economiche, ciononostante non ha minato meno la volontà della nazione di riscattarsi sulla scena diplomatica, rompendo l’isolamento.
In questi anni i talebani hanno allacciato vari partenariati diplomatici e commerciali, la loro nazione è infatti strategica per tutte le rotte che collegano le sponde dell’Eurasia.
Nonostante le differenze culturali, e la tutt’ora costante condanna per il regime, alcune nazioni Europee hanno stretto relazioni bilaterali di basso livello.
Il focus sono i permessi di deportazione di richiedenti asilo afgani fuori dai territori nazionali.
Prima la Germania, che ha consentito a un incontro con due inviati di Kabul per stilare e perseguire procedure preliminari di deportazione.
Seguono il modello tedesco i paesi di Svizzera e Austria, che accolgono rappresentanti di governo per aiutare nell’identificazioni di criminali in fuga o migtandi da rimpatriare.
Rilascia la seguente intervista il Ministero dell’Interno d’Austria al Financial Times: “L’Austria sta collaborando con Germania, Svizzera, altri partner in Europa e nella regione (i talebani) per risolvere la questione. Il nostro obiettivo è rimpatriare in particolare criminali che non hanno diritto di soggiornare in Europa”.
Nonostante l’Afghanistan resti diplomaticamente isolato, nell’ultimo periodo si evincono tentativi di riavvicinamento anche con diversi Paesi asiatici. La Russia è al momento l’unica a riconoscere ufficialmente il governo talebano di Kabul; sono tuttavia entrate in contatto anche Iran, Cina, Pakistan, e Uzbekistan, le quali hanno tutte avviato importanti collaborazioni economiche, creandosi delle rotte di commercio nel territorio talebano.
Tra queste spicca l’accordo del 2023 per la costruzione della ferrovia Trans-Afgana, un investimento da 5 miliardi di dollari che collegherà l’Uzbekistan al porto pakistano di Karaki, sostenuto da Pechino nell’ambito della Nuova Via della Seta. Il 24 settembre, Cina, Russia, Pakistan e Iran hanno firmato una dichiarazione a sostegno dell’indipendenza afgana, ció è indice di un progressivo sgretolamento dell’isolamento internazionale imposto dagli Stati Uniti.




