Tregua Israele-Hamas: chi sono «gli operatori di Pace»?
Israele e Hamas hanno raggiunto l’accordo per la prima fase del cessate il fuoco a Sharm el Sheik, in Egitto. «Questo è un grande giorno per il mondo arano e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America» ha affermato il presidente statunitense Donald J. Trump in una nota, ringraziando «i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Benedetti gli operatori di Pace». Ma chi erano i mediatori che hanno portato al raggiungimento della prima fase dell’accordo?
I capi delle delegazioni di Israele e Hamas
Da una parte Ron Dermer, ministro degli Affari strategici a capo della delegazione israeliana; dall’altra, Khalil al-Hayya per Hamas, uno dei leader che Israele aveva cercato di uccidere a inizio settembre con un attacco aereo su Doha, in Qatar. I due non si sono mai incontrati direttamente: la contrattazione è avvenuta all’interno dello stesso edificio, ma in stanze separate. Dermer è un politico e diplomatico israeliano stretto alleato di Benjamin Netanyahu, ministro dal 2022 e capo dei negoziati per il rilascio degli ostaggi dal febbraio 2025. Nato e cresciuto in Florida, è stato ambasciatore israeliano negli Stati Uniti dal 2013 al 2021, poi membro osservatore del gabinetto di guerra israeliano dopo l’inizio della guerra a Gaza. Un articolo su The Intercept asseriva che il premier israeliano avesse incaricato Dermer di progettare dei piani per “ridurre” al minimo la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
La delegazione di Hamas è stata guidata, invece, da Khalil al-Hayya, membro del Comitato temporaneo direttivo di Hamas e del Consiglio legislativo palestinese come rappresentante di Gaza city. Fino al 2024 è stato Vicepresidente dell’Ufficio direttivo di Hamas. Ha acquisito notorietà per essere sopravvissuto all’attacco di Israele contro la leadership di Hamas a Doha in Qatar il 9 settembre: In un primo momento, diverse fonti di stampa dell’area lo hanno dichiarato morto, poi è arrivata la smentita da Hamas. In seguito all’attacco del 7 ottobre sul suolo israeliano, al-Hayya aveva affermato che l’operazione è stata «necessaria per cambiare l’intera equazione e non solo per cercare uno scontro. Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese e l’obiettivo di Hamas non è gestire Gaza e portare acqua e elettricità, ma, appunto, rinnovare l’attenzione sulla causa palestinese».
Stati Uniti e Qatar: i mediatori
Alle trattative sulla costa del Mar Rosso hanno partecipato poi i mediatori statunitensi e qatarioti. Per gli Stati Uniti hanno preso parte ai negoziati Steve Witkoff e Jared Kushner. Il primo, onnipresente inviato speciale, è consigliere fidato e amico di lunga data del presidente Trump, che ha fatto fortuna nel settore immobiliare prima di entrare nel mondo della diplomazia. Dal 12 novembre 2024 è inviato speciale per il Medio Oriente, incarico che rapidamente è stato esteso anche alla gestione dei rapporti diplomatici con la Russia e la guerra in Ucraina. Il secondo è il genero di Trump, marito di Ivanka Trump, è stato consigliere senior del presidente durante il suo primo mandato, contribuendo a presentare il primo piano di Trump per il Medio Oriente ma costruendo anche una rete di relazioni nella regione che lo ha aiutato a ottenere il sostegno saudita per la sua società di private equity fondata dopo aver lasciato l’amministrazione.
La delegazione del Qatar è stata guidata invece da Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani, che, come molti alti funzionari qatarioti, è un membro della famiglia reale del paese, la Casa di Thani. ha svolto un ruolo importante come mediatore durante tutta la guerra. Lavorando in un incarico di sicurezza nel governo, ha promosso forti legami con l’Arabia Saudita, vicino e rivale spesso polemico del Qatar.




