Ora Putin punta a Sumy
«Non abbiamo l’obiettivo di prendere Sumy, ma in linea di massima non lo escludo», aveva dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, un paio di settimane fa. Ora, il Wall Street Journal conferma che circa 50 mila militari del Cremlino sarebbero a 19 chilometri attorno alla città nel nord-est dell’Ucraina. Risulta ormai chiaro come l’offensiva militare russa vada oltre le quattro regioni ucraine occupate in parte dai russi e rivendicate per intero da Putin dall’inizio della guerra: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson.
L’oblast’ di Sumy è da tempo nel mirino di Mosca. Putin aveva dichiarato la sua volontà di creare una «zona cuscinetto» per limitare l’impatto delle offensive ucraine condotte con i droni. L’intenzione del Cremlino sarebbe pertanto quella di realizzare una «fascia di sicurezza» a protezione di quella russa nel Kursk, invasa parzialmente dalle truppe di Kiev. I militari che combattono nella zona hanno riferito al Wall Street Journal che le forze russe sarebbero superiori a quelle ucraine in un rapporto di tre a uno.
Una settimana fa, il generale ucraino Oleksandr Syrsky aveva detto che «l’avanzata delle forze russe nella zona di confine della regione di Sumy è stata fermata e la linea di combattimento si è stabilizzata». Tuttavia, allo stesso tempo, il comandante ucraino aveva ordinato di accelerare a costruzione di nuove linee difensive della regione. Le unità di elite ucraine, come il gruppo Timur delle forze speiciali Hur, sono state dispiegate nella regione, nel tentativo di fermare temporaneamente l”avanzata russa, nonostante il forte sbilanciamento numerico tra i due eserciti. I numeri russi «sono un problema enorme», ha denunciato Kappa, comandante delle forze speciali ucraine. «Perdono 300-400 uomini al giorno nella regione, ma possono permetterselo. Continuano a far arrivare riserve».
Secondo la Reuters, Mosca avrebbe conquistato 950 chilometri quadrati di territorio negli ultimi due mesi. Le forze russe hanno preso il controllo di Dachne, villaggio nella regione ucraina centro-orientale di Dnipropetrovsk, e la regione di Lugansk sarebbe pienamente sotto il loro controllo. A Kiev è arrivato a sorpresa il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, che ha accusato Putin di non volere alcuna pace negoziata, ma solo la «capitolazione» dell’Ucraina. Nel frattempo, la linea del fronte si è estesa a oltre 1200 chilometri, rendendo Sumy uno dei punto più critici. Mentre Mosca e Kiev parlano di una possibile pace, le truppe russe continuano ad avanzare verso nuovi obiettivi.




