Raid russi nella notte su Kiev e Odessa
Nella notte di martedì 10 giugno, l’esercito russo ha sferrato un massiccio attacco alle città ucraine di Kiev e Odessa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che il raid, con missili balistici e droni, «è stato uno dei più grandi» lanciati contro la capitale nei tre anni di guerra. Rbc-Ukraina ha riportato questa mattina un bilancio totale di due morti e tredici feriti. Danneggiate anche strutture mediche, come un ospedale pediatrico a Odessa.
Il bilancio
Sette missili e 315 droni sono stati lanciati verso la capitale ucraina e la città portuale del sud, Odessa. L’Aeronautica militare di Kiev ha reso noto su Telegram che, di questi droni, 284 sono stati abbattuti o neutralizzati con sistemi di guerra elettronica. I sette missili (due KN-23 e cinque Iskander-K) sono stati distrutti. A Kiev, i danni maggiori sono stati registrati nei distretti di Darnytskyi, Obolonskij, Sevcenkovskij e Holosiivskyi. Come hanno spiegato le autorità locali, il bilancio è di un morto e sette feriti nella capitale e due morti e almeno quattro feriti a Odessa. Il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, ha affermato che, nonostante le difficoltà, «grazie all’incredibile lavoro delle Forze di Difesa» è stato possibile «ridurre al minimo le vittime». Secondo i dati militari, gli allarmi aerei a Kiev e nella maggior parte delle regioni ucraine sono durati cinque ore, fino circa alle 5 del mattino locali.
La vendetta russa
I raid notturni sono parte di operazioni intensificate che Mosca ha definito «misure di ritorsione per i recenti attacchi ucraini» in territorio russo, specialmente contro basi aeree della Federazione. Una vendetta russa, attuata in seguito all’operazione dei servizi segreti ucraini (Sbu), che ha distrutto decine di aerei russi e il ponte di Kerch, che collega la penisola di Crimea (annessa con forza alla Russia nel 2014) alla terraferma. Quest’ultimo era uno degli obiettivi principali di Kiev dall’inizio della guerra.
In seguito al raid su Kiev e Odessa, il vice ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha invocato sanzioni più dure contro la Russia e un rafforzamento della difesa aerea ucraina. «Non c’è più tempo da perdere», ha ammonito. Allo stesso modo, Zelesnky ha invocato «azioni concrete» da parte degli Stati Uniti, che hanno il potere «di costringere la Russia alla pace» e dell’Europa, «che non ha altra alternativa che essere forte». «È necessaria una forte pressione per la pace», ha insistito il presidente ucraino.




