Putin chiama Trump e il Papa, ma con l’Ucraina «nessuna pace immediata»
«Nessuna pace immediata» tra Russia e Ucraina. Lo riporta lo stesso Donald Trump, a seguito della sua telefonata con il suo omologo russo, Vladimir Putin. Nella giornata di ieri, il presidente russo ha avuto, infatti, un doppio colloquio telefonico: l’ennesimo con il capo della Casa Bianca ed il primo con quello della Chiesa Cattolica, Papa Leone XIV. In entrambi, una risoluzione immediata del conflitto russo-ucraino è risultata essere ancora distante dalle intenzioni del Cremlino.
Nel commento del presidente statunitense alla telefonata con Putin, durata più di un’ora, c’è anche la minaccia del presidente russo di rispondere al duro colpo che le forze ucraine hanno inflitto alla sua aviazione nella mattina del primo giugno: un raid a sorpresa di droni che ha distrutto un quinto dei bombardieri strategici nel cuore della Russia. «Il presidente Putin ha affermato, e con molta forza, che dovrà rispondere al recente attacco agli aerodromi», ha riportato Donald Trump. Pertanto, al momento Putin annuncia solo vendetta. «Perché premiarli concedendo una pausa alle operazioni, quando sappiamo che sarà usata solo per rifornire il regime d’armi occidentali?», è la domanda retorica di Putin riportata dall’agenzia di stampa statale russa Tass.
Dall’altra parte, il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky ha rifiutato la proposta parziale di Mosca presentata nel secondo round di colloqui tenutosi il 2 giugno a Istanbul, giudicandola «un ultimatum», più che un memorandum. Nel testo la posizione di Mosca resta invariata. Tra le richieste russe per attuare un cessate il fuoco, vi sono il ritiro delle truppe ucraine dalle 4 regioni annesse dalla Russia a settembre del 2022 ma mai completamente conquistate, del divieto di qualsiasi presenza militare di Paesi terzi sul territorio ucraino e che l’Ucraina abbandi la sua richiesta di adesione alla Nato.
Nello stesso giorno, il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni ha comunicato la conferma di «una conversazione telefonica tra Papa Leone XIV e il Presidente Putin». Durante il colloquio, un’attenzione particolare è stata riservata alla guerra in Ucraina. Il nuovo pontefice, con il suo primo discorso di pace nel giorno della sua elezione, si è dimostrato fin da subito interessato a porre fine a conflitti come quello tra Russia e Ucraina, che accende l’Europa orientale da più di tre anni. Il Papa ha rivolto un appello al capo del Cremlino, affinché favorisca la pace, sottolineando l’importanza del dialogo per cercare soluzioni al conflitto. Il Cremlino ha espresso gratitudine al Papa «per la disponibilità a contribuire alla risoluzione della crisi, in particolare per la partecipazione della Santa Sede alla soluzione di questioni umanitarie urgenti su base depoliticizzata».
Nonostante questo, la via per la pace non sembra così vicina. Nella notte sono proseguiti gli attacchi russi sull’Ucraina: un raid con i droni contro la città di Pryluky, nella regione di Cernihiv, nel nord del Paese ha ucciso almeno cinque persone, tra cui due donne e un bambino di un anno e, secondo i dati preliminari forniti dal capo del pronto soccorso regionale, i russi hanno lanciato almeno 6 droni kamikaze sulla città. Nonostante i droni non fossero diretti verso infrastrutture, hanno colpito zone residenziali e civili. «Con ogni nuovo attacco, con ogni nuovo rinvio della diplomazia, la Russia mostra il dito medio al mondo intero», ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky su telegram.




