Kashmir: l’escalation tra India e Pakistan raggiunge nuovi picchi
Le tensioni che ormai da giorni aleggiano tra India e Pakistan hanno raggiunto un nuovo apice durante la notte. Come ha confermato anche lo stesso governo di Nuova Dehli, nelle prime ore di mercoledì (ora locale; notte italiana) l’India ha effettuato «attacchi missilistici di precisione contro nove siti terroristici» in quella parte del Kashmir controllata da Islamabad.
Il conflitto storico si riaccende dopo l’attacco terroristico di Pahalgam”
Le due potenze nucleari non sono nuove allo scontro e tra di loro, si sa, non scorre buon sangue. Le origini del conflitto hanno radici molto profonde, da ricercare in particolare nella partizione del 1947, quando l’India britannica fu divisa in due stati indipendenti. Una zona è però rimasta in sospeso: il Kashmir, che da anni oggetto di scontro . Da allora, sono stati numerosi i conflitti armati per il controllo del territorio e ancora oggi non accennano a fermarsi. L’attacco della notte è stata infatti una risposta di Nuova Delhi all’attacco terroristico dello scorso 22 aprile. . L’attacco è stato attribuita dall’India a gruppi militanti con base in Pakistan, mentre Islamabad ha negato ogni coinvolgimento.
L’India colpisce nove basi terroristiche, il Pakistan promette una risposta decisa.
In risposta all’attentato, nella notte, diversi attacchi missilistici hanno dunque colpito il territorio pakistano. Un attacco “concentrato e misurato ” secondo l’India, che ha colpito nove basi terroristiche, distruggendole. Ad esser presi di mira “centri di reclutamento, basi di lancio e centri di indottrinamento”con l’obiettivo di evitare ‘altri attacchi contro l’India’. “Nessuna intensione di Escalation” ha dichiarato Nuova Delhi sottolineando, poi, che l’azione era mirata a disarticolare reti terroristiche e non a colpire obiettivi civili o militari pakistani. “L’Operazione Sindoor è la risposta dell’India al brutale omicidio dei nostri fratelli innocenti a Pahalgam. Il governo Modi è determinato a dare una risposta degna a qualsiasi attacco all’India e al suo popolo. L’India rimane fermamente impegnata a sradicare il terrorismo dalle sue radici” ha scritto il ministro degli Interni indiano Amit Shah su X.
Per il pakistan invece si tratterebbe di un vero e proprio attacco di guerra al quale, secondo il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il Pakistan «ha tutto il diritto di rispondere con la forza>>. Per il suo popolo una promessa: presto ”una risposta decisa”. Nel frattempo lo spazio aereo del Pakistan è stato chiuso e cinque aerei da combattimento indiani sono stati abbattuti.
Fin da subito è così partita la rappresaglia, con scambi di colpi di artiglieria pesante da entrambe le parti.
Bilancio vittime
Sono almeno 38 le persone che fino ad ora hanno perso la vita negli scontri. Tra queste 2 sono bambini di appena tre anni. Ad esser stata colpita anche una centrale idroelettrica nel Kashmir Pakistano. “Quali norme internazionali, leggi e consuetudini belliche consentono che si prendano di mira le riserve idriche, le dighe e le strutture idroelettriche di un altro Paese?”, si è chiesto il portavoce dell’esercito pakistano.
Reazioni internazionali
Le crescenti tensioni delle ultime ore hanno suscitato preoccupazione a livello globale. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha esortato entrambi i Paesi a intraprendere un dialogo diretto per “disinnescare la crisi” e anche la Russia, muovendosi sulla stessa linea, ha espresso preoccupazione per l’escalation del conflitto, invitando entrambi i Paesi a “dar prova di moderazione” per evitare un ulteriore deterioramento della situazione. La Cina ha dichiarato di essere pronta a svolgere un “ruolo costruttivo” per ridurre le tensioni e anche la Gran Bretagna si è dichiarata “pronta a collaborare” offrendo il suo sostegno.
In queste ore, nonostante gli appelli alla moderazione, il rischio di un’escalation rimane elevato. Mentre la comunità internazionale cerca di mediare, la speranza è che entrambe le potenze nucleari scelgano il dialogo, evitando un conflitto che potrebbe avere conseguenze devastanti non solo per i due Paesi, ma per il mondo intero.




