Aerolineas, il rompicapo argentino che non passa mai di moda.
Aerolineas Argentinas è una compagnia aerea che ha sede a Buenos Aires, nata nel 1950 è sempre stata la compagnia preferita dagli argentini, cruciale anche nei collegamenti con zone periferiche dove i competitor non operano. Oggi, come ieri, è una delle colonne portanti tra gli argomenti politici più in voga: privatizzare o nazionalizzare?
La storia
Aerolineas Argentina è sempre stata colpita da crisi legate alla gestione manageriale, molti politici, anche nel passato, hanno provato a risollevarla. Nel 1990, sotto la presidenza di Carlos Menem, la compagnia fu privatizzata e venduta alla rivale spagnola Iberia, la quale non riuscendo a risanare i debiti, la cedette alla holding Marsans, sempre in Spagna.
Il bilancio finanziarió si aggravó ulteriormente, e solo nel 2008, durante il governo di Cristina Fernandez de Kirchner, la compagnia venne nazionalizzata: la scelta venne considerata necessaria per preservare un’azienda strategica che serviva tutto il Paese. La situazione è rimasta invariata fino ad oggi, i finanziamenti dalle casse dello stato hanno sempre coperto le perdite.
Con l’attuale presidenza di Javier Milei, che spicca per l’approccio politico ed economico ultraliberale, seguendo il piano per la riduzione della spesa pubblica ha valutato la vendita a privati: la compagnia è un peso per il bilancio e i dipendenti pubblici che la gestiscono sono inefficienti. Nel decreto si legge infatti che l’Argentina “non è in condizioni di mantenere l’impresa, i cui conti sono in deficit, spendendo centinaia di milioni di pesos proveniente dagli sforzi dei lavoratori”.
Divisione interne
L’opinione pubblica non è mai stata così frammentata: da una parte, c’è chi sostiene che la compagnia sia cruciale per collegare le zone meno soggette a turismo, e che le sue rotte, rappresentano l’unico servizio offerto a migliaia di argentini per spostarsi in determinate zone, dall’altro lato, c’è chi pensa che la privatizzazione possa migliorare la situazione finanziaria della compagnia, inducendo quindi a un utilizzo più intelligente dei soldi pubblici.
Ad oggi molti sindacati dei lavoratori si sono opposti alla decisione, la quale comunque necessita dell’approvazione del Congresso, come previsto dalla legge; gli scioperi hanno interessato gran
parte delle ultime settimane. Aerolineas ha avviato una serie di riduzione dei costi per attrarre investitori privati, la misura più pesante è stata il taglio del 13% del personale, seguono l’eliminazione di rotte poco trafficate e lo stop di alcuni servizi secondari.
Uno degli investitori al momento interessati è la compagnia Latam, compagnia dell’America Latina con sedi in Cile e Brasile, espansa con filiali anche in Perù, Colombia e Ecuador ha giá provato a competere in argentina, rappresentando così il suo secondo tentativo.




