Il Canale di Panama conteso tra Usa e Cina
Il Canale di Panama, che collega l’Oceano Atlantico con l’Oceano Pacifico, rappresenta una delle rotte marittime più cruciali al mondo. Fin dal 1999, quando gli Stati Uniti cedettero la gestione dell’area al governo panamense, la Cina ha iniziato a guadagnare influenza sulla regione, soprattutto grazie alla presenza della compagnia Hutchison Ports, che gestisce i porti più importanti lungo il canale. Una società di Hong Kong, Hutchison è stata protagonista di investimenti significativi, alimentando la crescente preoccupazione di Washington per il possibile predominio di Pechino sul flusso commerciale globale.
Donald Trump ha recentemente sollevato l’allarme su quella che considera una crescente espansione cinese nel cuore del commercio mondiale. Già nel 2016, con l’arrivo di una nave cinese del gruppo Cosco, la Cina ha mostrato il suo interesse strategico nel Canale di Panama, facendosi spazio in una zona di vitale importanza per le rotte commerciali globali. Più recentemente, l’amministrazione Trump ha ostacolato le iniziative della Cina nell’ambito della Via della Seta (Belt and Road Initiative), sostenendo che il controllo delle infrastrutture vitali, come i porti, potrebbe essere usato come leva politica per limitare l’accesso delle merci americane.
Trump: «Non lasceremo il canale di Panama alla Cina»
Nella sua visione per il futuro geopolitico degli Stati Uniti e del mondo, Donald Trump ha ribadito con fermezza la sua posizione sulla gestione del Canale di Panama. Già nella prima conferenza stampa a Mar-a-Lago, prima dell’insediamento alla Casa Bianca, il tycoon aveva dichiarato la sua volontà di riportare il canale di Panama sotto il controllo statunitense: «Il Canale di Panama è vitale per il nostro Paese. Ed è operato dalla Cina. È stato un grosso errore restituirlo». Oggi, in un evento a Washington organizzato dall’associazione dei governatori repubblicani, il presidente statunitense è tornato a sottolineare che gli Stati Uniti non permetteranno che il Canale di Panama finisca sotto il controllo della Cina. «È stata l’opera più costosa che abbiamo mai costruito, abbiamo perso migliaia di uomini», ha affermato, citando la storica importanza strategica del canale per gli Stati Uniti.
La scomoda presenza cinese
Il governo panamense ha recentemente annullato un accordo con la Cina nell’ambito della Belt and Road Initiative, segnando un altro passo indietro verso la sua cooperazione con Pechino. Questa decisione arriva dopo le crescenti pressioni internazionali, tra cui una visita del vice-segretario di Stato americano, Marco Rubio, che ha sollevato preoccupazioni sulle ingerenze esterne nella gestione del canale. La mossa panamense potrebbe avere ripercussioni sui progetti infrastrutturali finanziati dalla Cina, come l’ammodernamento dei porti e le espansioni energetiche, che rischiano di essere rivisti o sospesi.
Le operazioni portuali a Panama sono state gestite principalmente dalla compagnia Hutchison, ma ci sono anche altri porti gestiti da attori internazionali, tra cui società taiwanesi e singaporeane. Tuttavia, In un contesto di crescente rivalità con Pechino, la sua presenza nel Canale non è ben digerita da Donald Trump, che continua a ritenere che la Cina potrebbe usare il controllo delle infrastrutture per influenzare le rotte commerciali, limitando il commercio statunitense. La preoccupazione di Washington si basa sull’idea che il controllo cinese sul canale potrebbe diventare un ostacolo per le operazioni economiche degli Stati Uniti.




