Hamas libera i primi tre ostaggi catturati il 7 ottobre
Nel pomeriggio del 19 gennaio, tra le 17 e le 18, ora locale, è avvenuto il primo rilascio di tre donne ostaggio di Hamas dal 7 ottobre 2023. Come previsto dall’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, entrato in vigore poche ore prima, i tre ostaggi sono stati consegnati da Hamas alla Croce Rossa Internazionale e, poi, all’esercito israeliano, che le ha riportate ad Israele. Doron Steinbrecher, Emily Damari e Romi Gonen sono i nomi delle tre donne israeliane rilasciate ieri pomeriggio. Le tre hanno rispettivamente di 31, 28 e 24 anni.
Il rilascio delle tre donne israeliane
Secondo l’accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, concordato dai mediatori di Stati Uniti, Egitto e Qatar, 33 ostaggi dovranno uscire nella prima fase della tregua, che durerà sei settimane. Dopo le tre donne liberate ieri, altri 4 ostaggi saranno liberati presumibilmente sabato e poi altre tre ogni sabato fino all’ultima settimana, quando saranno rilasciati tutti i restanti. L’elenco comprende uomini, bambini, uomini over 50 e civili feriti. Tra questi, vi sono anche cittadini con nazionalità americana, francese e russa. Attualmente non si conosce lo stato di salute di ogni ostaggio, ma delle tre donne appena liberate la Croce Rossa assicura: «Stanno bene». In una piazza di Tel Aviv, una folla si è radunata per assistere in diretta alla liberazione dei primi tre ostaggi, trasmessa dagli schermi allestiti per l’occasione.
Nonostante siano trascorse ore dal rilascio delle tre donne, ancora non è avvenuto il rilascio dei 90 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, che era anch’esso previsto per domenica. Le autorità israeliane non hanno fornito spiegazioni per il ritardo. Attualmente, nella Striscia di Gaza ci sono circa 95 ostaggi, e Israele ritiene che un terzo di essi sia deceduto. L’accordo per il cessate il fuoco, approvato venerdì ed entrato in vigore domenica, prevede che tutti gli ostaggi vengano liberati gradualmente e che i corpi vengano restituiti.
Cessate il fuoco: tre fasi dell’accordo
L’accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza è composto infatti da tre fasi. Durante la prima fase, iniziata appunto il 19 gennaio, è prevista una tregua di 42 giorni durante la quale saranno liberati 33 ostaggi israeliani – in particolare anziani, donne, bambini e malati – in cambio di circa 1000 detenuti palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Questa fase prevede inoltre il graduale ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, con il ritorno progressivo della popolazione palestinese nel nord della Striscia e l’entrata di maggiori aiuti umanitari. Durante seconda, verranno liberati gli ostaggi israeliani rimanenti, compresi i soldati, in cambio del rilascio di altri prigionieri palestinesi. Contestualmente, ci sarà il ritiro completo delle truppe israeliane da Gaza. Nella terza ed ultima fase, i corpi degli ostaggi israeliani non più in vita verranno restituiti alle famiglie di origine e verrà creato a Gaza e in Cisgiordania un piano di ricostruzione, sotto la guida internazionale.
Gaza: l’arrivo degli aiuti umanitari
Dopo l’inizio del cessate il fuoco, inoltre, i primi 160 camion con aiuti umanitari sono entrati a Gaza attraverso il valico di Rafah, per il sostegno alla popolazione locale. Secondo quanto reso noto dall’Unrwa, quattromila sono in tutto i camion di aiuti umanitari pronti a entrare nella Striscia di Gaza. Gli aiuti partiranno anche dall’Italia. È partita, infatti, dal porto di Monfalcone, una nave diretta a Cipro con a bordo oltre 50 tonnellate di beni di prima necessità raccolti dalla “Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia”.




