Orban proteggerà Netanyahu: «Sfido la Corte penale internazionale»
Il presidente ungherese Viktor Orban ha dichiarato di voler invitare il suo omologo israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo paese, protestando contro il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi).
«Qui la decisione non avrà alcun effetto», ha affermato. Il problema è che ciò non si concilia con il fatto che l’Ungheria detiene l’attuale presidenza di turno dell’Unione Europea.
Il mandato della Cpi contro Netanyahu e Gallant
Il mandato della Cpi è arrivato dopo un anno di guerra a Gaza e circa 44 mila morti.
In particolare, il procuratore Karim Khan ha preso di mira Netanyahu, Gallant e il capo militare di Hamas, Deif, che però, stando alle dichiarazioni di Israele, sarebbe stato ucciso in un raid a Gaza.
Israele ha reagito parlando di «decisione antisemita», accusando il tribunale dell’Aja. Per Netanyahu sarebbe in corso «un nuovo processo Dreyfus», rifacendosi al celebre caso di fine Ottocento. Invece per Gallant la Cpi «mette sullo stesso piano Israele e Hamas».

Le reazioni degli altri
La decisione della Corte è stata criticata dagli USA di Biden e dall’Argentina.
D’altro canto, paesi come l’Olanda (che ospita la Corte) e l’Italia si sono schierati dalla parte della Cpi. Il ministro degli esteri cinese, Lin Jian, ha invitato la Corte ad assumere una posizione oggettiva.
Idem ha fatto l’Unione Europea che, tramite le parole del rappresentante per la politica estera uscente, Joseph Borrell, ha evidenziato il bisogno di porre fine alla tragedia in atto a Gaza mediante una decisione vincolante.
La Cpi comprende infatti 124 Stati, i quali sono obbligati ad eseguire i mandati di arresto, nel caso in cui il ricercato entrasse nel loro territorio. La situazione quindi si complica per Netanyahu, che non può più recarsi all’estero.

Un mandato “etico”
Ma questi arresti sono effettivamente possibili? Sarebbero i primi mandati per i leader di un Paese tutto sommato supportato dall’Occidente, nonostante sia in corso anche un altro procedimento: l’accusa di genocidio, sollevata dal Sudafrica di fronte alla Corte internazionale di giustizia, organo delle Nazioni Unite.
La Cpi, diversamente dalla Cig, è competente in materia di responsabilità individuali. Per questo, alcuni considerano i mandati più uno strumento etico che procedurale, mettendo in dubbio la sua reale applicazione.




