G20: Meloni tra Lula e Milei
In questi giorni si sta svolgendo in Brasile il G20, il foro internazionale che riunisce i principali leader delle economie mondiali. Dal 17 al 19 novembre, Rio de Janeiro è stata infatti la casa del summit capitanato dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, arrivato nel 2023 al suo terzo mandato nel Paese (avendo ricoperto precedentemente la carica dal 2003 al 2011). Il G20 di Rio è anche il primo summit che vede riuniti i principali leader del mondo dopo la vittoria di Donald Trump.
L’incontro bilaterale tra Lula e Meloni
Giorgia Meloni è volata in Brasile alla vigilia del G20, uno degli ultimi vertici internazionali a cui la leader italiana parteciperà nella doppia veste di premier e di presidente di turno nel G7. Al suo arrivo, Meloni ha avuto un incontro bilaterale con il Presidente Lula. A margine del vertice, la premier, infatti, aveva in programma una dozzina di incontri bilaterali con i leader internazionali, tra cui il canadese Justin Trudeau e l’indiano Narendra Modi. Nel congratularsi per il lavoro portato avanti dalla presidenza brasiliana, la premier ha espresso il suo apprezzamento per la continuità assicurata dalla due presidenze: quella italiana del G7 e quella brasiliana del G20. La sinergia riscontrata da Meloni fa riferimento alle tematiche indicate come priorità da dibattere all’interno del summit internazionale, tra le quali figuravano principalmente le problematiche legate al cambiamento climatico e la lotta alla fame nel mondo. Sul piano bilaterale, è stata mostrata la comune volontà di Meloni e Lula nel continuare a lavorare per rafforzare il partenariato tra Roma e Brasilia, individuando i settori prioritari sui quali focalizzare le proprie energie, a partire da quello economico-commerciale. Sono state evidenziate, infatti, le importanti opportunità nei settori energetici e dello sviluppo infrastrutturale. Tale alleanza, secondo i due leader, può avvalersi anche della collaborazione della storica presenza della numerosa Comunità italiana presente in Brasile, nata dal fenomeno migratorio delle famiglie italiane in Sud America, fra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Nel corso dell’incontro, Meloni e Lula hanno discusso sull’opportunità di concludere un nuovo Piano d’Azione del Partenariato Strategico Italia-Brasile per il quinquennio 2025-2030. Al termine del bilaterale, il governo brasiliano ha espresso su X la sua soddisfazione per l’incontro tra i due leader, capace di rafforzare «i legami storici e culturali tra le due nazioni» e indicando l’Italia come «uno dei principali partner commerciali del Brasile in Europa».
La fame nel mondo
Tra i punti principali di dibattito nel G20, tenuto all’interno del Museo di Arte moderna di Rio, sono figurati la fame nel mondo e le modalità per contrastarla. Il presidente brasiliano Lula ha, infatti, promosso un’alleanza globale «contro la fame, la povertà e la disuguaglianza». Meloni ha aderito all’intesa con convinzione, ricordando anche come la sicurezza alimentare sia stata «una delle sfide prioritarie per la presidenza italiana al G7». Al vertice di giugno tenutosi a Borgo Egnazia, la premier promosse difatti l’Apulia Food System Initiative, con il fine di rafforzare la produzione agricola in Africa. «La cooperazione su questi temi può essere decisiva per trovare soluzioni concrete alle sfide del nostro tempo», ha affermato Meloni a Rio. Nonostante ciò, la sfida alla fame nel mondo si rivela sempre più complessa a causa delle guerre che allontanano sempre di più le buone intenzioni da una risoluzione effettiva del problema. In Ucraina, la Russia usa il grano alla stregua di uno strumento di guerra. Prima del 2022, infatti, l’Ucraina era uno dei maggiori esportatori di grano al mondo, fornendo circa 45 milioni di tonnellate ogni anno. Il conflitto ha causato un’impennata dei costi, aggravando ulteriormente la crisi alimentare mondiale. Con la guerra in Medio Oriente, l‘emergenza non ha fatto che aumentare: oltre 495.000 persone a Gaza, compresi bambine e bambini, soffrono la fame a causa dell’estrema mancanza di cibo. «L’Italia è in prima linea nell’aiutare le popolazioni civili con l’iniziativa Food for Gaza, con cui abbiamo consegnato 47 milioni di tonnellata di prodotti di prima necessità», ha affermato Meloni durante il summit di Rio.
Milei punta su Meloni
Tuttavia, la presidenza di Giorgia Meloni sta tentando di assestarsi all’interno di un difficile equilibrio, in bilico tra i rapporti diplomatici intrattenuti con i leader mondiali, come quello con il progressista Lula, e il pensiero di ultraconservatori e ultralibersiti, come il presidente argentino Javier Milei. Quest’ultimo è stato, infatti, l’unico leader del G20 ad opporsi all’alleanza globale contro la fame nel mondo, cambiando poi strategia e decidendo in seguito di aderirvi, nella prima giornata di lavori del summit. Nel documento Buenos Aires chiarisce tuttavia che l’adesione all’Alleanza «non implicherà l’adozione di programmi e politiche specifiche» e che seguirà «un approccio guidato dal mercato». Al termine del vertice, Giorgia Meloni volerà, poi, a Buenos Aires per una missione dal forte valore strategico: il presidente argentino, convinto sostenitore del neo-eletto presidente americano, Donald Trump (che è andato a celebrare recentemente nella sua residenza in Florida, tra balli e brindisi), vorrebbe coinvolgere la leader di destra italiana all’interno di una nuova alleanza ultraconservatrice. Una Lega delle nazioni, ispirata a quella creata nel 1919, di cui dovrebbero far parte, oltre a Stati uniti e Argentina, anche Israele, da sempre indicato come un alleato prioritario, e, appunto, l’Italia di Giorgia Meloni.




