Occupazione ai massimi da 3 anni. Ma aumentano soprattutto lavoratori over 50

Occupazione ai massimi da 3 anni. Ma aumentano soprattutto lavoratori over 50

disoccupazione-giovanile-in-ItaliaSegnali di ripresa dal mercato del lavoro. Aumenta il numero di soggetti in cerca di lavoro che hanno trovato un’occupazione. Il merito di questa situazione positiva non è da ricercare comunque solo nel nuovo contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs act e negli sgravi fiscali, come invece decantato dal Governo. La crescita più importante, infatti, riguarda il numero di contratti a tempo indeterminato degli over 50.

Qualche segno positivo si registra a luglio, però, anche per i giovani, mentre non si attenua la differenza tra Nord e Sud. Il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno risulta quasi il triplo in confronto a quello registrato nelle regioni settentrionali.
Le cifre diffuse dall’Istat mostrano comunque come il livello occupazionale attuale sia salito ai massimi da circa tre anni, con un bottino di quasi 60 mila lavoratori in più in due mesi (mille in più al giorno), che diventano 235 mila nel confronto con l’anno passato. Anche tra gli under25 gli occupati sono aumentati di 22 mila unità rispetto a giugno. In significativo ribasso, invece, i collaboratori (-45 mila). Fa un passo indietro anche la disoccupazione, scesa a luglio al 12%, il valore più basso da due anni esatti. Situazione uguale per gli under 25 (-51 mila su giugno).

Non si è fatta attendere la reazione di Renzi, che ha commentato con toni trionfalistici i dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, a cui hanno fatto seguito, tuttavia, molti inviti a restare con i piedi per terra. Tra i tanti, quello di Renato Brunetta (FI): «Certamente è importante il calo forte dei disoccupati – quasi 150mila in un mese – che porta il tasso di disoccupazione al 12 per cento, ma il Governo dovrebbe ricordare che il gap con la Germania rimane significativo, visto che lì il tasso di disoccupazione è sotto il 5 cento; che continuiamo ad avere oltre 3 milioni di disoccupati; e che nell’arco annuale la riduzione è molto più contenuta, neanche un punto percentuale».

Giuseppe Ferrara
2 settembre 2015

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