Grecia, Varoufakis: “No a nuove proposte all’Eurogruppo”

Grecia, Varoufakis: “No a nuove proposte all’Eurogruppo”

Yanis Varoufakis (lapresse)Il Fmi ha una responsabilità “criminale” per la situazione attuale della Grecia. Ad affermarlo è il premier Alexis Tsipras, rivolgendosi al Parlamento. Il Presidente del paese ellenico ha aggiunto che “i creditori stanno chiedendo alla Grecia di accettare una soluzione che non solo non risolve il problema, ma riporta l’economia in recessione. Atene potrebbe non pagare il Fmi a fine mese senza un accordo”.

Con questo ulteriore fallimento dei negoziati e il teso scambio di accuse tra Bruxelles e Atene, la possibilità sempre più concreta di un default della Grecia ha di nuovo affossato i mercati. La replica del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è stata immediata: un default di Atene porterebbe l’Europa “in terra incognita”. È necessario uno sforzo di tutti per arrivare a “un accordo forte e completo”, ma “la palla sta nel campo della Grecia”. Dopo il fallimento a Bruxelles delle trattative fra il governo greco e i paesi creditori – e con la Borsa di Atene in situazione di stress – sono aumentate considerevolmente paura e incertezza per ciò che potrà accadere nel Paese se le parti non raggiungeranno un’intesa. Cosa che, allo stato attuale delle cose, appare davvero credibile. I più preoccupati appaiono sicuramente gli oltre due milioni di pensionati statali, ma anche i seicentomila dipendenti pubblici che già dal mese prossimo potrebbero vedere a rischio pensioni e stipendi. Anche i controlli sul flusso dei capitali – come avvenne a Cipro nel marzo 2013 – per evitare precipitose e pericolose fughe di contante sono ormai più di un’eventualità.

In tale contesto, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha precisato che non presenterà una nuova lista di proposte all’Eurogruppo di giovedì prossimo, sebbene la Grecia resti pronta a trovare una conclusione con i suoi partner a patto che Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea arrivino con un ”chiaro mandato” a trattare.

Giuseppe Ferrara
16 giugno 2015

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