Padoan sulla Grecia: “Ottimista, ma Atene necessita di un programma di crescita”

Padoan sulla Grecia: “Ottimista, ma Atene necessita di un programma di crescita”

80d7fd070adbd6ff87c8abc4ada0bc72-kXvH-U4308040886074fKE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443“L’Italia non è più vulnerabile come poteva esserlo due o tre anni fa. Oggi è completamente fuori dal radar”. Sono queste le parole rassicuranti del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervistato da Class Cnbc a New York. Il titolare del dicastero ha risposto alle parole del premier greco Tsipras, il quale ha citato il problema del debito pubblico italiano, un enorme debito pubblico da oltre 2mila miliardi di euro. “L’Italia ha fatto le riforme – afferma Padoan – e ora, grazie a queste, è sulla giusta rotta”. Un invito a intraprendere questa strada rivolto anche alla Grecia.
Con riferimento poi alla nuova controproposta di accordo inviata da Atene a Bruxelles, Padoan si è mostrato ottimista, sebbene la Grecia necessiti “di un programma di crescita a medio termine e per farlo deve superare la strettoia”.

Nel frattempo, continuano i contatti sul fronte dei negoziati. Nella giornata di oggi è prevista una riunione a margine del vertice europeo, dopo la cena dei leader Ue, tra la cancelliera tedesca Merkel, il presidente francese Hollande e il premier greco.

L’unica cosa certa al momento è l’intesa tra Atene e Fmi sui quattro pagamenti di giugno il cui dovuto (complessivamente circa 1,57 miliardi di euro) sarà cumulato e rimborsato in un’unica soluzione alla scadenza del 30. Nella controproposta inviata a Bruxelles sono previsti degli obiettivi di avanzo primario di bilancio lievemente superiori rispetto a quelli precedentemente prospettati. Questa voce rappresenta la differenza tra entrate e uscite prima delle spese per gli interessi sul debito e, in base alla controproposta, dovrebbe raggiungere lo 0,75 per cento del Pil quest’anno, l’1,75 per cento nel 2016 e il 2,5 per cento nel 2017.

Atene, intanto, ha addolcito le sue posizioni anche sulla riforma dell’Iva, da cui ora conta di ottenere nuove entrate per 1,36 miliardi nel 2016. Una cifra molto vicina, sebbene ancora non coincidente, a quella richiesta dai creditori internazionali, ovverosia 1,8 miliardi, pari a circa 1 punto di Pil.

Giuseppe Ferrara
10 giugno 2015

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