Grecia, Weidmann: “Tempo e prestiti eccessivi”

Grecia, Weidmann: “Tempo e prestiti eccessivi”

o.148765Torna all’attacco il presidente della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann. Il numero uno della Bundesbank si è scagliato contro l’attività che la Banca centrale europea sta effettuando nei confronti delle banche greche, le quali dipendono ormai in buona parte dalla liquidità che l’Eurotower ha messo a disposizione attraverso il canale Ela, un meccanismo di supporto che si attiva in caso di estrema necessità, la cui portata è stata recentemente alzata a 80 miliardi di euro.

“Considerato il divieto che ha la Bce di finanziare direttamente gli Stati membri, non trovo affatto normale che sia consentito per delle banche che non hanno accesso al mercato dei crediti, tramite il quale si finanzia il Paese, che a sua volta non ha più accesso al mercato”, afferma il presidente della Bundesbank in un’intervista al quotidiano Handelsblatt. “Non si va molto lontano così. Sfortunatamente è stato concesso molto tempo al nuovo governo greco. La palla è, come di tutta evidenza, nel campo del governo greco”, aggiunge.

Le banche greche, private dell’accesso alle fonti di finanziamento classiche a seguito della vittoria di Alexis Tspiras, possono rifinanziarsi esclusivamente attraverso prestiti d’emergenza, che sono più onerosi e si pongono in un quadro di assistenza denominato Ela (Emergency liquidity assistance), approvato dalla Banca centrale europea. Il plafond di questo meccanismo è rivalutato con cadenza settimanale dal consiglio dei governatori, i quali stanno pensando all’opportunità di rendere ancor più rigidi i requisiti di garanzia richiesti alle banche greche per ottenere i citati prestiti d’emergenza.

“C’è stata nel consiglio della Banca centrale europea una discussione assolutamente necessaria” sul livello di sicurezza garantito dalla banca di Grecia, precisa Jens Weidmann. Con riferimento poi all’interesse a mantenere la Grecia nella zona euro, il presidente della Buba sottolinea che questa decisione riguarda i politici e non i banchieri centrali.

Giuseppe Ferrara
15 maggio 2015

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