Ok Ue alla manovra. Padoan: “Siamo soddisfatti”

Ok Ue alla manovra. Padoan: “Siamo soddisfatti”

img1024-700_dettaglio2_Pier-Carlo-Padoan-Reuters_“Siamo soddisfatti dell’opinione espressa dalla Commissione europea sul bilancio italiano”. Ad affermarlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale si è detto molto soddisfatto della decisione dell’Ue di non avviare una procedura contro l’Italia a seguito dell’analisi della legge di Stabilità. “Il riconoscimento della corretta impostazione che abbiamo dato alle finanze pubbliche è un risultato importante – ha aggiunto il ministro di via XX settembre – Solo pochi mesi fa non era per nulla scontato”.

Proprio ieri, infatti, l’Italia ha appreso la notizia attesa da tempo: nessuna procedura per debito eccessivo sarà avviata dall’Ue. Il nostro Paese ottiene così l’ok incondizionato alla legge di stabilità 2015, oltre all’apprezzamento per le riforme, sebbene resti in osservazione per quegli “squilibri eccessivi” che persistono dal 2014, tra cui spicca, appunto, il debito elevato.

La Commissione riconosce che lo sforzo di bilancio programmato per il 2015 (0,25%) è “sufficiente”, e anche i progressi sulle riforme sono tali da convincere del loro impatto positivo sui conti. Ciò ha portato l’Ue a non ravvisare alcun motivo valido per applicare la regola del debito, nonostante quest’ultimo non sia previsto in discesa neanche per l’anno in corso: “L’applicazione rigida della regola del debito avrebbe richiesto una correzione troppo brutale, avrebbe messo l’Italia in una situazione economica insostenibile. Troppo per un Paese che ha conosciuto 4 anni di recessione consecutivi”, ha affermato il commissario agli affari economici, Pierre Moscovici.

Nel valutare l’Italia, ha spiegato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, sono stati tenuti in considerazione i cosiddetti “fattori rilevanti”, come previsto dalla nuova flessibilità. Sull’analisi hanno avuto notevole peso “le attuali condizioni economiche sfavorevoli caratterizzate da bassa crescita nominale” e le riforme. Come il Jobs Act, che “ha fatto decisivi cambiamenti nella legislazione di protezione del lavoro e nei benefici per la disoccupazione per migliorare l’entrata e l’uscita dal mercato del lavoro”. Nonostante i progressi, tuttavia, l’Italia resta tra i 5 Paesi su 28 che presentano squilibri macroeconomici considerati “eccessivi”. Ma Bruxelles, da quanto si legge, non ha alcun dubbio sulla giusta strada imboccata dal Governo. 

Giuseppe Ferrara
26 febbraio 2015

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