Istat: ecco il paniere 2015. Tante le novità

Istat: ecco il paniere 2015. Tante le novità

B86SonUCYAAh8YY-301-kJsE-U10401768292057aP-700x464@LaStampa.itCambia il paniere Istat per l’anno 2015. Il mondo e le sue abitudini di spesa si modificano e, con esse, la fotografia dell’Istituto nazionale di statistica ai consumi delle famiglie italiane, che cambia leggermente prospettiva. Il paniere in base al quale l’Istat calcola l’inflazione muta, infatti, le sue “posizioni rappresentative”: le novità sono rappresentate dai biscotti e dalla pasta senza glutine, dalla birra analcolica, dai mezzi di trasporto in condivisione (car sharing e bike sharing) e dalle bevande al distributore automatico. Inoltre, la rilevazione del prezzo del “caffè al ginseng al bar” va ad integrare quella dei prezzi della caffetteria al bar, mentre l’assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sull’abitazione va a rimpolpare la posizione rappresentativa “assistenza fiscale alla persona”.

Ma le novità non sono solamente in entrata. Per quanto riguarda le cancellazioni, infatti, escono dal paniere il navigatore satellitare, l’impianto hi-fi, il registratore Dvd e i corsi di informatica.
Complessivamente, nel 2015 il paniere utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) e per le famiglie di operai e impiegati (FOI) risulta formato così da 1.441 prodotti (erano 1.447 nel 2014), aggregati in 618 posizioni rappresentative (614 nel 2014).
Il paniere per il calcolo dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) è composto, invece, da 1.457 prodotti (1.463 nel 2014), aggregati in 623 posizioni rappresentative (619 nel 2014).
“L’aggiornamento – sottolinea l’Istat – tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e arricchisce, in alcuni casi, la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati”.

Rispetto all’anno passato, dunque, nel calcolo dell’indice NIC, tra le principali tipologie di prodotto aumenta il peso dei Servizi rispetto ai Beni. All’interno di questi ultimi, cresce il peso della componente energetica, dovuta ai prodotti regolamentati. Per quanto riguarda la spesa, fa registrare un aumento il peso dei consumi di Servizi sanitari e quello delle spese per la salute, abitazione, acqua, elettricità e combustibili, comunicazioni e, in misura più ristretta, prodotti alimentari, bevande analcoliche, bevande alcoliche e tabacchi, istruzione e altri beni e servizi. Per contro, la diminuzione di peso più significativa in termini assoluti interessa le divisioni abbigliamento e calzature, trasporti, mobili, articoli e servizi per la casa, servizi ricettivi e di ristorazione e ricreazione, spettacoli e cultura.

Giuseppe Ferrara
4 febbraio 2015

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