Fmi taglia le previsioni di crescita. Per l’Italia stime dimezzate

Fmi taglia le previsioni di crescita. Per l’Italia stime dimezzate

Washington, illustration ville, architectureIl crollo del prezzo del petrolio non basterà a dare una spinta alla crescita economica, frenata dalla debolezza dell’Eurozona e dal rallentamento della Cina. Secondo quanto previsto dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), infatti, Il Prodotto interno lordo (Pil) mondiale dovrebbe aumentare solamente del 3,5% nel 2015 e del 3,7% nel 2016, facendo registrare una diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto alle stime del mese di ottobre. Questa proiezione negativa fa il pari con quella elaborata la scorsa settimana dalla Banca mondiale. “Anche con il netto calo del prezzo del petrolio, le previsioni economiche mondiali restano cupe, appesantite da profonde debolezze”, spiega l’Fmi nell’aggiornamento del World Economic Outlook, diffuso oggi a Pechino.

Andando più nel dettaglio, gli Stati Uniti si confermano guida indiscussa dell’economia mondiale, con un +3,6% di crescita stimata quest’anno (in aumento dello 0,5% rispetto alle proiezioni di ottobre). Dall’altra parte, invece, l’Eurozona continuerà a subire rischi di deflazione che graveranno sull’attività economica, a tal punto che l’Fmi ha ridotto di 0,2 punti percentuali le stime per il 2015 (+1,2% rispetto al +1,4% di ottobre). “La risposta della politica monetaria rimane troppo lenta”, commenta l’istituto diretto da Christine Lagardein vista della riunione della Banca centrale europea di giovedì.

Previsioni riviste al ribasso anche per i paesi emergenti. In particolare per la Cina, che assisterà quest’anno ad un rallentamento della crescita dello 0,3% rispetto ai pronostici di ottobre (6,3% contro il 6,6% previsto tre mesi fa). L’Fmi esprime pessimismo pure nei confronti del Brasile, le cui proiezioni sono state sforbiciate addirittura dell’1,1%, attestandosi su un debole +0,3% di crescita. Ma la situazione peggiore interesserà la Russia, che vedrà un Pil in calo di 3 punti percentuali nel 2015.

Scenario tragico anche per l’Italia, le cui stime di crescita sono state dimezzate. La stima sul Pil del nostro paese passa dallo 0,8% di ottobre a un debole 0,4%. Un +0,8% sarà realizzato solamente nel 2016. A frenare la crescita tricolore, oltre ai rischi che affliggono l’intera Eurozona, anche la debolezza degli investimenti.

Giuseppe Ferrara
20 gennaio 2015

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