Ue: possibili temporanee deviazioni, ma occorre rispettare il tetto del 3%

Ue: possibili temporanee deviazioni, ma occorre rispettare il tetto del 3%

727_2015-01-13_TLB_183002Arriva l’ok della Commissione europea alla possibilità di temporanei scostamenti sui conti pubblici, nel quadro di piani di investimenti lanciati da paesi in recessione o difficoltà economica. Una flessibilità comunque non priva di paletti, che i paesi devono rispettare se vogliono sfruttare questa eventualità accordata dall’Ue.

Gli Stati che, come l’Italia, sono inquadrati nella procedura “preventiva” del Patto di stabilità e di crescita possono discostarsi in via temporanea dai loro obiettivi di medio termine in modo da favorire gli investimenti, rispettando però diverse condizioni: per prima cosa, il Pil deve essere in diminuzione o la crescita deve risultare di almeno 1,5 punti percentuali inferiore rispetto al suo potenziale; in secondo luogo, la deviazione non deve portare al superamento del tetto del 3 per cento sul rapporto deficit-Pil; terzo, deve registrarsi un effettivo incremento degli investimenti e come ultima cosa, le poste su cui la deviazione può avvenire deve riguardare progetti cofinanziati con l’Ue.

“Gli Stati membri – precisa Bruxelles – saranno tenuti a fare uno sforzo di bilancio maggiore nei momenti migliori e uno sforzo inferiore in tempi difficili”. L’Ue, recita un documento diffuso al termine del collegio della Commissione, non propone tuttavia alcuna modifica della normativa vigente e, quindi, anche del Patto di Stabilità e Crescita.

Con riferimento alle riforme, nel caso dei paesi che rispettano i limiti del Patto, la Commissione valuterà le manovre dei singoli Stati prima di raccomandare al Consiglio possibili deviazioni temporanee dall’obiettivo di bilancio di medio termine. Scostamenti che, comunque, non dovranno superare lo 0,5% del Pil.

Invece, per i Paesi che non rispettano i vincoli del Patto di Stabilità, ma che hanno compiuto lo sforzo fiscale richiesto e che necessitano di più tempo per poter raggiungere il limite del 3%, la Commissione potrebbe raccomandare di concedere maggior tempo in presenza però di uno specifico piano per le riforme strutturali.

Giuseppe Ferrara
14 gennaio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook