Draghi attacca, i mercati reagiscono

Draghi attacca, i mercati reagiscono

European Central Bank To Leave Interest Rates UnchangedMario Draghi va all’attacco. L’arrivo del nuovo anno innesca il governatore della Banca centrale europea, che esplode scaldando i mercati con la prospettazione del cosiddetto quantitative easing, vale a dire l’acquisto massiccio di titoli anche di Stato, per combattere il rischio di una deflazione che si fa sempre più probabile.

Draghi lancia la bomba parlando al tedesco Handelsblatt, scegliendo proprio la platea dei più solidi oppositori della sua politica monetaria espansiva: “Il rischio di non adempiere il nostro mandato circa la stabilità dei prezzi è più alto di quanto non fosse sei mesi fa – ha sottolineato il governatore della Bce -. Stiamo preparando tecnicamente una modifica alle dimensioni, alla velocità e alla composizione delle nostre misure a inizio 2015, se questo diventasse necessario, per reagire a un periodo troppo lungo di bassa inflazione”.
Le modifiche delle misure riguarderebbero, oltre agli acquisti di obbligazioni garantite e prestiti cartolarizzati (Abs), anche altri strumenti, come appunto i titoli di Stato, e per di più in quantità maggiori.

Le reazioni alle parole di Draghi non si sono fatte attendere. L’euro, infatti, accelera l’indebolimento fatto registrare negli ultimi giorni nei confronti del dollaro e chiude debole a 1,2028 contro la moneta americana, dopo avere raggiunto il minimo da oltre quattro anni a 1,2007.
Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco cala ulteriormente, arrivando a 125 punti base, con i titoli decennali italiani che segnano un nuovo minimo per il rendimento (1,75%).
Per quanto concerne il mercato azionario, Piazza Affari parte con piglio, per poi rallentare a causa della diffusione dei dati sul Pmi manifatturiero e riprendere nuovamente vigore grazie al traino delle banche, che hanno tratto vantaggio dal calo dello spread. Il Ftse Mib, alla fine, fa registrare un +0,62% nella seduta inaugurale dell’anno.

Ma a sporcare il quadro economico di inizio anno ci pensa il mondo produttivo. L’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona, che misura le aspettative del settore attraverso le opinioni delle aziende, sale in misura inferiore rispetto alla stima a 50,6 punti a dicembre. Male l’Italia, con il valore dell’indice Pmi manifatturiero che, secondo l’istituto Markit, è il più basso da 19 mesi. Continua a diminuire la produzione e l’occupazione, mentre calano, per la prima volta da tre mesi, i prezzi di vendita.
In Europa, battono terreno negativo dal punto di vista produttivo anche Francia e Regno Unito. La Germania, invece, registra un lieve miglioramento.

Giuseppe Ferrara
3 gennaio 2015

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