Garante: “1300 scioperi in 11 mesi. Possibili sanzioni per i ferrovieri”

Garante: “1300 scioperi in 11 mesi. Possibili sanzioni per i ferrovieri”

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Dall’inizio dell’anno a novembre sono stati circa 1.300 gli scioperi realizzati. Ad affermarlo è il presidente della Commissione di Garanzia, Roberto Alesse, il quale sottolinea che ”bisogna fare veramente uno sforzo per cercare di rilanciare un metodo di concertazione finalizzato a raffreddare il conflitto. Altrimenti non se ne esce da questa situazione cronica. Ci vogliamo mettere tutti intorno al tavolo o vogliamo andare avanti così all’infinito? Non possiamo rassegnarci”.

Alesse si è espresso anche sullo sciopero generale indetto da Cgil e Uil, oggetto di un lungo e duro braccio di ferro tra governo e sindacati: «Nel settore ferroviario – tuona il presidente della Commissione di Garanzia – lo sciopero per noi rimane in violazione delle regole e dovrà essere valutato attentamente nei prossimi giorni».
«Andrà valutato – aggiunge – se ricorrono i presupposti per un potere sanzionatorio nei confronti dei sindacati che non si sono adeguati alla nostra indicazione immediata. Prima valuteremo l’impatto sull’utenza di questi tre giorni di sciopero nel settore ferroviario ma per noi rimane la violazione delle regole».

Alesse precisa infine di avere contestato, come organismo, «molti giorni fa, il 24 novembre, ai sindacati, l’eccessiva concentrazione di scioperi nel settore ferroviario. Abbiamo detto loro che violavano la legge 146 perché c’erano già degli scioperi proclamati per sabato e domenica in questo settore, prima dello sciopero di oggi. E abbiamo scritto al ministro Lupi perché valutasse politicamente la questione. Il governo ha ritenuto di agire sul piano dell’opportunità, noi siamo i giudici della legittimità formale. Noi siamo un organismo tecnico e non facciamo politica».

Intanto i sindacati forniscono i primi dati sullo sciopero: adesioni al 70%, che salgono all’80% per gli autobus. Mentre i propri leader attaccano il governo Renzi: da Susanna Camusso (CGIL), che afferma che “nel Jobs Act ci sono norme da anni ’20”, a Carmelo Barbagallo (UIL), che precisa di voler “bloccare il Paese per farlo ripartire” paventando una nuova Resistenza, a Landini (FIOM-CGIL), che sottolinea la “grande risposta dei lavoratori contro le politiche del governo”.

La querelle continua.

Giuseppe Ferrara
12 dicembre 2014

 

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