Belve Crime: Soter Mulè condannato per la morte di Paola Caputo durante una sessione bondage
Soter Mulè torna a parlare pubblicamente dopo molti anni e sceglie di farlo a Belve Crime. L’uomo è noto alle cronache per la morte di Paola Caputo, avvenuta nel 2011 durante una sessione estrema di bondage, vicenda per cui è stato condannato per omicidio colposo.
La vicenda
Sullo sgabello di Belve Crime arriva Soter Mulè, l’uomo condannato per omicidio colposo dopo la morte di Paola Caputo durante una sessione estrema di bondage nel 2011. Quella notte Mulè, Caputo e un’altra ragazza di nome Federica si trovano in un parcheggio alla periferia di Roma, nella zona di Settebagni, per praticare bondage, definito nel corso dell’intervista come una pratica sadomaso che prevede l’utilizzo di corde, manette e altri strumenti all’interno di un gioco erotico consensuale.
Nel mondo del bondage esistono però precise regole di sicurezza, considerate fondamentali per evitare situazioni pericolose. Tra queste, una delle più importanti riguarda il divieto di stringere corde o oggetti attorno al collo. Proprio questo elemento sarà al centro del confronto tra Mulè e Francesca Fagnani: secondo quanto ricostruito, infatti, sarà la presenza delle corde al collo di Paola Caputo a causare la tragedia. Nel corso dell’intervista la conduttrice insiste più volte sulla gravità e sulla pericolosità di quella scelta.
Tra responsabilità morale e difficoltà emotiva
L’intervista alterna momenti di forte tensione ad altri più introspettivi. In alcuni passaggi Mulè appare in difficoltà nel tornare con la memoria a quella notte, mentre in altri mostra lucidità e consapevolezza rispetto agli errori e alle mancanze che hanno portato alla morte della giovane donna, morta a soli 24 anni. Il confronto con Francesca Fagnani si accende soprattutto quando il tema si sposta sulle responsabilità morali e pratiche di quanto accaduto.

Foto: Ansa
Durante la conversazione Mulè ammette il peso del senso di colpa che continua a portare con sé, dichiarando: “Vivo nel senso di colpa di non averla salvata”. Racconta inoltre di aver convissuto negli anni con pensieri suicidari e parla con dolore di Paola Caputo, ricordando come la ragazza stesse cercando di ricostruire la propria vita dopo un periodo difficile. “Stava ricominciando a fiorire”, dice nel corso dell’intervista.
La puntata ha generato molte reazioni e polemiche online. Diversi spettatori hanno criticato la freddezza emotiva percepita nelle parole e negli atteggiamenti di Mulè, giudicando il suo racconto troppo distaccato rispetto alla gravità della tragedia. Alcuni hanno definito disturbante la lucidità con cui ha affrontato il ricordo della vicenda, interpretandola come un segnale di scarso coinvolgimento emotivo o di mancanza di reale pentimento.




