Banksy salva la prigione di Oscar Wilde con uno stencil
Il carcere dove Oscar Wilde compose il De Profundis è stato messo in vendita dal governo e rischia di essere acquistato per crearvi all’interno appartamenti di lusso. Lo street artist senza volto e senza paura è però deciso a salvare l’ex prigione di Reading, nel sud del Regno Unito, per trasformarla in un luogo d’arte. Il luogo è tristemente noto per essere stato dimora per due anni dello scrittore Oscar Wilde, che vi fu rinchiuso a causa di una sua relazione omosessuale.
La situazione
La prigione, in disuso dal 2014, è stata messa in vendita dal governo e potrebbe essere acquistata da un gruppo edilizio. Così Banksy ha deciso di mettere all’asta la matrice del murale che ha realizzato nel marzo 2021 su un muro di cinta del penitenziario, di cui avevamo parlato qui. L’opera mostrava un galeotto che si calava con una fune ricavata da un lenzuolo per evadere, a cui era legata una macchina da scrivere, omaggio allo scrittore. Costruita due secoli or sono la prigione di Reading Gaol, nella città omonima della contea del Berkshire, tra Londra e Oxford, è nella lista dei Grade II Buildings, gli edifici di valore architettonico protetti per legge e dunque non può essere demolita. Lo stato l’ha messa allora in vendita trovando investitori interessati a ristrutturarla per farne appartamenti di lusso. L’artista però sta cercando di bloccare l’iniziativa statale mettendo all’asta lo stencil di cui sopra, che avrebbe un valore tra 10 e 15 milioni di sterline (12-18 milioni di euro), abbastanza per equiparare o superare l’offerta degli investitori immobiliari. Il carcere di Oscar Wilde potrebbe forse comprarlo Banksy, per poi donarlo alle autorità cittadine e farne un centro culturale per lo studio delle arti figurative e letterarie, in modo da conservare la cella originale del grande scrittore irlandese e altre parti della prigione e musealizzarle, per la fruizione degli interessati. Secondo quanto riportato dal The Guardian l’artista avrebbe affermato: «Per tanti motivi è assolutamente giusto che questo edificio sia preservato e utilizzato in modo costruttivo piuttosto che essere semplicemente sventrato e trasformato in appartamenti o qualcos’altro».

Il Bansky da 22 milioni di euro
Negli ultimi anni sempre più street artists hanno attirato l’attenzione delle case d’asta, che hanno iniziato ad includere la street art nelle loro più importanti sales, fino a dedicarle singoli cataloghi, ottenendo considerevoli riscontri in termini di fatturato. Ricordiamo tutti la tela del 2018, in origine chiamata Girl with Balloon, che era stata semidistrutta clamorosamente tramite un meccanismo nascosto nella cornice subito dopo esser stata venduta per quasi 1,1 milioni di sterline (1,3 milioni di euro). L’opera si era poi trasformata in Love is in the bin ed era stata venduta per 18,5 milioni di sterline (quasi 22 milioni di euro), oltre tre volte la stima massima (6 milioni di sterline). Sembra proprio che l’artista non smetta di stupirci e che, stavolta, decida di raggiungere prezzi da record per una buona causa.




