Sul muro del carcere di Reading compare un detenuto pronto a evadere: Banksy torna a firmarsi

Sul muro del carcere di Reading compare un detenuto pronto a evadere: Banksy torna a firmarsi
Fonte: siviaggia.it

Abbiamo parlato di lui poco tempo fa, in occasione della mostra “A visual protest” del settembre scorso e – ancora prima – riguardo il ritrovamento della porta del Bataclan nel teramano. Il celebre writer torna ad essere protagonista di rumors secondo i quali sarebbe l’autore di un murales apparso sul muro del carcere di Reading dove, in epoca vittoriana, Oscar Wilde fu condannato ai lavori forzati con l’accusa di omosessualità. L’artista ha poi rivendicato la paternità del murales con un video diffuso sui social. La realizzazione dell’opera sarebbe stata mossa dalla volontà di salvare la prigione che oggi versa in uno stato di abbandono, messa in vendita dal governo britannico. Negli ultimi tempi è però avanzata l’ipotesi di trasformarlo in un complesso artistico e Banksy dimostra di sostenere senza riserve l’iniziativa.

Fonte: Virgin Radio

Oscar Wilde e la detenzione

L’immagine rappresenta un carcerato che evade dalle mura della struttura tramite una corda di lenzuoli legati tra loro, in fondo ai quali pende una macchina da scrivere. Il viso del fuggiasco ricorda proprio quello di Oscar Wilde e la presenza della macchina da scrivere conferma la teoria che si tratti dello scrittore irlandese che, tra il 1895 e il 1897 avrebbe trascorso qui un periodo di prigionia. Dopo il periodo di detenzione, le dure condizioni carcerarie gli ispirarono La ballata del carcere di Reading, pubblicata nel 1898. Il componimento riflette sulle modalità adottate dal sistema carcerario vittoriano nel trattare i detenuti che, per sopravvivere, si alienano quotidianamente: «Uomo non vidi che guardasse mai/Con sì intensa pupilla/La breve tenda azzurra/Che i prigionieri chiamano cielo/E la nuvola errante che passava/Con argentee vele/Camminavo con altre anime in pena/In un altro cerchio/Pensando se la colpa di quell’uomo/Fosse grave o leggera/Quando mi sussurrò dietro una voce:/”Colui sarà impiccato”». I versi si riferiscono all’impiccagione di Charles Thomas Wooldridge, a cui Wilde assistette e che lo segnò in profondità.

Il carcere abbandonato

La prigione di Reading è abbandonata dal 2013 e da un paio d’anni il governo sta provando a venderla ma finora nessun accordo è stato concluso. Recentemente Kenneth Branagh, Natalie Dormer e Judi Dench hanno sostenuto il progetto che vedrebbe la trasformazione dell’edificio in un complesso artistico per i cittadini. In questa dimensione l’opera di Banksy acquista sempre più ragione d’esistere. Nel video pubblicato dallo street artist vediamo le fasi di realizzazione dell’opera e, alla fine, una voce pronuncia la frase “painting to me represents freedom”. Così, ancora una volta, l’artista dice la sua nell’ombra ma non troppo, prendendo posizione e regalandoci un’altra delle sue creazioni notturne. Un’ode alla libertà di azione, di pensiero e di parola per cui – stavolta – sceglie anche un ottimo esponente.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook