L’UFFICIALE E LA SPIA | La conferenza stampa del film di Roman Polanski

L’UFFICIALE E LA SPIA | La conferenza stampa del film di Roman Polanski

Dopo un turbolento passaggio alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, che è valso al film il Leone d’Argento, arriva nelle sale L’ufficiale e la spia di Roman Polanski.
Siamo stati alla conferenza stampa di presentazione dell’opera, che si è tenuta al Teatro Eliseo di Roma.
Ad accogliere i giornalisti c’era il padrone di casa, Luca Barbareschi (che è anche interprete e produttore della pellicola) ed una delle interpreti, Emanuelle Seigner.
«Questo progetto doveva essere americano ed oggi sono contento che non sia americano – afferma subito Barbareschi – , sarebbe stato finto. Invece è un film identitario, così come sta diventando tutto il cinema europeo. Il film l’ho seguito dall’inizio, quando si parla di fatti storici si dice sempre che i giovani non vogliono vedere opere di questo tipo. Chi è Dreyfus, chi è Zola? Questo film secondo me arriva in un momento della storia globale fondamentale: è il tempo della post-verità, ma noi siamo l’Europa di Voltaire e Spinoza, e stiamo accettando che il politicamente corretto diventi il tumore del pensiero occidentale. Quindi questo film parla della delegittimazione del sistema giudiziario, parla del populismo odierno. Per questo, secondo me, Roman Polanski ha fatto il miglior film della sua vita».

L'ufficiale e la spia
Le fa eco la Seigner: «Adoro lavorare con Roman perché è un grandissimo regista. È un po’ come quando uno si opera e cerca il chirurgo migliore. Il fatto che sia mio marito non cambia molto, quando lavoro con lui sono una attrice alla stregua di altre attrici. Con lui sono al sesto lungometraggio, lui mi conosce bene ed in questo caso il mio era un ruolo secondario, che mi è molto piaciuto avere: molto raramente ho recitato in film in costume.
L’ufficiale e la spia tratta tematiche attuali come l’antisemitismo, l’odio per l’altro, il rapporto con le verità. Parla anche di come l’esercito riesca a far passare per veri dei fatti totalmente inventati. Malgrado il progresso scientifico è ancora molto complicato riuscire a limitare le sciocchezze».
Poi l’attrice continua a raccontare com’è suo marito dietro la macchina da presa: «È estremamente preciso, lavora dentro un quadro, ma lascia libertà ai suoi attori. A volte ha la tendenza ad irrigidire i suoi attori ma bisogna anche sapersi muovere pur rispettando le sue indicazioni. È molto bravo nel montaggio, quindi se un attore recita male lui riesce a riscrivere le sue interpretazioni utilizzando la forbice del montaggio».


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